INTERNET. Commissione Ue a favore di un partenariato mondiale

"L’Unione europea deve essere in prima linea per una società dell’informazione mondiale, aperta, accessibile e omogenea, così come per il libero scambio di informazioni, di idee e di opinioni in tutto il mondo". Con queste parole, il commissario alla società dell’informazione e ai mezzi di comunicazione Viviane Reding ha presentato la comunicazione adottata dalla Commissione sulla diffusione e sull’uso di Internet.

L’adozione del documento fa seguito al vertice mondiale sulla società dell’informazione che si è svolto a Tunisi lo scorso novembre e contribuisce all’attuazione delle decisioni che si sono prese in quella sede. Obiettivo principale della Commissione è la salvaguardia e il rafforzamento dei diritti umani e, in questo campo, soprattutto delle libertà di espressione, di opinione, di ricevere informazioni e di avervi accesso.

In questa ottica, la Commissione si è detta molto preoccupata per i casi di "cyber-repressione" che si sono registrati di recente in diversi paesi del mondo. Si tratta di ostacoli alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) messi in atto per dar modo ai regimi autoritari di limitare la circolazione delle informazioni e delle idee. Per porre fine a questi fenomeni, Bruxelles incoraggia le imprese del settore a elaborare dei codici di condotta, in stretta collaborazione con le ONG.

Per quanto concerne la governance di Internet, la comunicazione sottolinea il ruolo chiave di due strumenti cui si è dato vita con il vertice di Tunisi: il Forum multilaterale, che si riunirà per la prima volta ad Atene il prossimo autunno, e il meccanismo di cooperazione rafforzata, cui possono partecipare in condizione di parità tutti i paesi del mondo.

L’esecutivo ha già proposto, lo scorso ottobre, la costituzione di un partenariato per le infrastrutture destinato a colmare i divari nella diffusione di Internet tra le varie aree del pianeta. L’Ue sosterrà inoltre la cooperazione internazionale nel settore delle TIC, aprendo tutte le attività previste dal prossimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico alla partecipazione di ricercatori di paesi terzi e dando vita a programmi di ricerca comune tra l’Europa e altri paesi o regioni del mondo.

La comunicazione conferma l’impegno dell’Unione europea in questo campo, impegno già emerso nel corso del vertice di Tunisi. In quell’occasione, decidendo di esprimersi con una sola voce, l’Ue ha permesso di raggiungere compromessi importanti tra le posizioni spesso contrastanti dei diversi Stati membri delle Nazioni Unite.

 

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