INTERNET. Commissione Ue propone siti più accessibili a chi ha forme di disabilità

Nel 2007 soltanto il 5% dei siti internet pubblici dell’Ue e meno del 3% di quelli privati erano "pienamente accessibili" in base ai requisiti sull’accessibilità dei contenuti in rete definiti dal consorzio World Wide Web. Questo dato non facilita la vita del 15% dei cittadini europei che soffre di una qualche forma di disabilità. Molti di essi hanno difficoltà a leggere i testi dei siti internet scritti in caratteri piccoli o non riescono proprio ad accedere ad alcuni siti e servizi in linea. Migliorando l’accessibilità dei siti internet e l’uso delle nuove tecnologie si ampliano le opportunità di partecipazione sociale ed economica.

Oggi, nell’ambito dell’Agenda sociale rinnovata presentata in conferenza stampa a Bruxelles, la Commissione Ue ha aperto una consultazione pubblica in cui si propone di migliorare l’accessibilità dei siti internet in Europa, a partire da quelli delle amministrazioni pubbliche. La consultazione riguarda anche altre tecnologie, come la televisione digitale, e invita tutte le parti interessate a dare un contributo, restando aperta fino al 27 agosto 2007.

Un altro dato significativo è quello sull’invecchiamento della popolazione europea: si prevede che entro il 2020 il 25% della popolazione totale avrà più di 65 anni. Purtroppo sono proprio le persone anziane ad avere maggiori difficoltà nell’uso di internet: l’indebolimento della vista spesso non consente di leggere le scritte sullo schermo e la perdita di destrezza impedisce l’utilizzo preciso del mouse.

Alcuni Stati membri (tra i quali Austria, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo) hanno adottato provvedimenti per migliorare la situazione, ad esempio con la definizione di linee guida e di obiettivi per i siti internet pubblici. Tali approcci, tuttavia, sono ancora frammentati a livello comunitario. Altri nuovi prodotti riflettono i problemi di accessibilità riscontrati nei siti internet: ad esempio, difficoltà cognitive e motorie possono ostacolare l’uso della guida elettronica dei programmi della televisione digitale. La Commissione europea attualmente, sta testando l’utilizzo dei programmi di lettura dello schermo che riproducono il testo scritto in testo parlato e/o in simboli Braille rigenerabili, che permettono anche alle persone non vedenti di "leggere" le pagine internet.

"L’accesso ai siti internet – ha affermato Viviane Reding, Commissaria Ue responsabile della Società dell’informazione dei media – è fondamentale per molti cittadini in Europa, eppure molti non possono utilizzare internet a causa delle disabilità di cui soffrono. Fintanto che l’accesso a internet per tutti non sarà una realtà, un gran numero di persone non potrà beneficiare dei vantaggi offerti da internet. Esistono soluzioni semplici a questi problemi: perché dunque solo pochissimi editori di siti internet le applicano?" si chiesta Reding. "Quante più persone utilizzeranno internet, tanto meglio sarà per l’economia europea e tanto più ricchi saranno i contenuti in linea. Invito caldamente il settore dell’editoria internet e le amministrazioni pubbliche a impegnarsi più seriamente per rendere internet più accessibile per tutti. I responsabili dovrebbero tener presente che, nel giro di qualche anno, si troveranno probabilmente a far parte della schiera di persone che ha difficoltà a leggere lo schermo."

Le soluzioni per migliorare l’accessibilità di internet comprendono:

  • l’ingrandimento delle dimensioni dei caratteri utilizzati nei browser,
  • la riproduzione vocale dei testi sullo schermo per mezzo di appositi software di conversione vocale,
  • la navigazione con l’uso della tastiera anziché del mouse.

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