INTERNET. Diritto d’autore, associazioni denunciano: “Rischio censura arbitraria”

A rischio la libertà della rete: il 6 luglio una delibera del Garante delle Comunicazioni (Agcom) potrebbe consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. "Il rischio – scrive Altroconsumo in una nota – è che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria. Non vi è alcuna differenza se il sito o il portale è privato o pubblico o esercita la propria attività per fini di lucro, o sia un sito amatoriale o un blog personale – spiega l’Associazione dei consumatori – In tutti i casi di "uploading" di contenuti su internet, su qualsiasi piattaforma, l’Autorità, in caso di segnalata violazione, potrà operare il procedimento di cancellazione o di inibizione mediante il blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems. Il titolare del sito o il provider dovrà cancellare i file sospetti (senza alcuna verifica in contraddittorio sulla legittimità o meno del contenuto) nel giro di 48 ore, in caso non lo faccia si aprirà un procedimento sommario davanti all’Autorità della durata di soli 5 giorni. Trascorsi i quali i contenuti saranno cancellati dall’Autorità o inibiti dai provider su ordine dell’Autorità".

In questo modo l’Agcom ha il potere di intervenire su siti che sono semplicemente sospettati di contenere non solo file musicali, articoli,video coperti da copyright ma anche ad esempio fotografie o video amatoriali caricati su qualche piattaforma (Youtube o Facebook ad esempio) contenenti un qualche sottofondo musicale, oppure software liberi che contengano componenti sospettate di violazione di diritti di autore, o ancora banche dati online pubbliche o private contenenti almeno un file sospetto per il quale non è stata rilasciata l’autorizzazione da parte del titolare, e infine tutti i video caricati dalle web tv. Il sistema di cancellazione o di inibizione funzionerà in maniera del tutto autonoma senza alcuna verifica della posizione di colui che ha inserito il file. L’intera procedura, avviata dalle segnalazioni degli stessi titolari dei diritti d’autore, si conclude in 5 giorni senza alcuna forma di consultazione o di interazione con l’Autorità giudiziaria: niente indagini, quindi, compiute dalla polizia e niente possibilità da parte del titolare del sito di appellarsi all’autorità giudiziaria. Non vi è nemmeno un passaggio dell’intera procedura all’interno del quale venga coinvolto un magistrato, sebbene l’Agcom non possa esercitare funzioni giudiziarie.

Altroconsumo, assieme ad Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confommercio e Studio legale Sarzana, ha promosso una petizione online su sitononraggiungibile.it, che chiede all’Agcom di rivedere il testo della delibera prendendo in più seria considerazione i diritti degli utenti o si astenga completamente dall’intervenire, considerate le sue limitate prerogative in materia e rimetta, con una apposita Comunicazione, la necessaria riforma del diritto d’autore nel nuovo scenario tecnologico digitale al Parlamento.

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