INTERNET. Diritto d’autore, delibera Agcom “rielaborata”: nessun oscuramento dei siti

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha "rielaborato" la delibera sul diritto d’autore, che è stata fortemente contrastata da associazioni e utenti della Rete, preoccupati principalmente dall’effetto censura che il provvedimento avrebbe potuto produrre. L’Agcom, infatti, avrebbe potuto arbitrariamente, senza alcun processo, cancellare siti internet sospettati di violare il diritto d’autore. Il provvedimento approvato ieri a larga maggioranza dal Consiglio (7 voti a favore, un astenuto e uno contrario) ha distinto due fasi nelle procedure di rimozione dei contenuti che violano il diritto d’autore.

Nella prima fase, se si riconosce che i diritti del contenuto "violato" sono riconducibili a chi ha segnalato la violazione, viene inoltrata una richiesta di rimozione al gestore del sito che ha 4 giorni di tempo per rimuovere il contenuto.

Se l’esito d questa procedura non soddisfa una delle parti, scatta la seconda fase: ci si rivolge all’Autorità che, dopo un contraddittorio trasparente della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di un loro ripristino.

"La procedura dinanzi all’Autorità – si legge nel comunicato – è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti. E come tutti i provvedimenti dell’Agcom, anche le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al Tar del Lazio". Comunque la procedura non riguarda: i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa.

La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet ed è presidiata da alcune garanzie: non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni peer-to-peer; non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo del normale sfruttamento dei contenuti; non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte; inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.

Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza.

"Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria". E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, precisando: "L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno".

Secondo la FIEG (Federazione Italiana Editori dei Giornali) i timori le polemiche espresse alla vigilia del voto della delibera sembrano fugati e la soluzione trovata dall’Agcom è quilibrata e trasparente, sia sotto un profilo di metodo che di sostanza. "Quanto al metodo – spiega la FIEG in una nota – è stata scelta la soluzione di sottoporre le nuove misure ad un’ampia consultazione pubblica, che consentirà a tutti i soggetti interessati di formulare ragionate osservazioni e all’Autorità stessa di trarre le susseguenti ponderate riflessioni. Quanto alla sostanza, è stato espressamente affermato il primato del sindacato giurisdizionale per tutti gli interventi di natura repressiva".

Ma, secondo la FIEG, resta centrale il tema di "come conciliare la tutela della libertà della rete con la tutela del diritto d’autore contro sfruttamenti a scopo commerciale, o comunque di profitto, del lavoro e dell’investimento altrui". "Si tratta di un problema di delicato equilibrio e di saggezza, pena l’impoverimento di tutti: di chi non avrà più interesse a produrre opere dell’ingegno e di chi sarebbe destinatario di quelle opere. Ogni prodotto ha le sue esigenze che vanno considerate distintamente e le recenti discussioni non riguardavano gli articoli di giornali".

Rispetto ai giornali, la FIEG ricorda le valutazioni dell’Antitrust e dell’Agcom che hanno richiamato nel caso Google l’esigenza di una legge di principio sull’utilizzazione on line dei prodotti editoriali; la Fieg ha insistito e insiste perché il Parlamento adotti una tale norma, che è urgente. "Nessuna libertà può dirsi veramente tutelata se non si tutelano le libertà concorrenti. Occorre coniugare con strumenti adeguati alle nuove tecnologie la difesa della libertà di internet con l’eliminazione di comportamenti parassitari e profittevoli a spese altrui, inducendo chi vuole approfittare dell’opera altrui a contrattare con chi l’ha prodotta e tutelando quest’ultimo in modo ragionevole e proporzionato. Ora che il dibattito è avviato, si proceda su questa strada".

"Nella sua attuale versione il provvedimento dell’Autorità garante per le comunicazioni si ispira ad un maggiore equilibrio tra rispetto del diritto d’autore e libertà della Rete". Commenta così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che aggiunge: "L’Autorità, recependo il timore del popolo della Rete per un intervento quasi censorio ha fatto responsabilmente un passo indietro, prorogando a 10 giorni il tempo per il trasparente contraddittorio tra utente-autore e Autorità. E’ apprezzabile inoltre – prosegue Dona – l’attenzione del Garante per la realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti, fondamentali per rendere più consapevoli gli utenti".

"Più che giusta, infine, la distinzione tra siti commerciali e no profit – sottolinea Dona – l’abuso del copyright può riguardare solo le pagine web commerciali ma non può travalicare il diritto di cronaca, la divulgazione scientifica e il servizio per il pubblico. Quanto accaduto alla pagina YouTube della nostra Unione, alla luce di quanto stabilito dal Garante, sembrerebbe dunque illegittimo". Il canale "unione consumatori", contenente brevi stralci di programmi televisivi nel corso dei quali avevamo rilasciato interviste su temi di utilità generale e video di nostra proprietà, è stato, infatti, cancellato su richiesta di R.T. I. – Mediaset, senza alcuna possibilità di replica.

 

 

 

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