INTERNET. E-commerce, Ue punta ad accrescere la fiducia

BRUXELLES. La Commissione europea ha adottato oggi un "Libro verde" con il quale intende dare avvio a un processo di profonda revisione delle norme comunitarie in materia di protezione dei consumatori per adattarle alle nuove esigenze della realtà digitale.

La Commissione si propone di accrescere la fiducia dei consumatori nel mercato unico europeo grazie a una normativa chiara e semplice che stabilisca i loro diritti, permetta scelte sicure e garantisca un’adeguata protezione in caso di difficoltà.

"Dobbiamo rivedere da cima a fondo la legislazione in materia di tutela dei consumatori-ha spiegato a Bruxelles nella sua prima conferenza stampa Meglena Kuneva, il nuovo commissario europeo responsabile della politica dei consumatori.- perchè oggi come oggi chi fa acquisti online non è abbastanza tutelato.

Secondi studi della Commissione, sono solo una piccola percentuale (6%) i consumatori che fanno acquisti online all’estero. L’indagine Eurobarometro condotta su un campione di 25.000 europei tra il febbraio e il marzo del 2006 segnala che circa due terzi degli europei (68%) ritengono più problematico fare shopping all’estero per i rischi di frodi e di complicazioni, quali la mancata consegna delle merci o la difficoltà, o per la difficolta’ di far valere i propri reclami (71%).

Gli europei si fidano poco della rete se devono acquistare merce on line da siti del proprio paese: negli ultimi 12 mesi il 27% degli europei ha fatto un acquisto tramite internet. Durante gli ultimi 12 mesi, il 26% dei cittadini dei 25 paesi Ue ha effettuato almeno un acquisto all’estero, contro il 12% del 2003 (allora l’Unione era a 15). La maggior parte degli acquisti (il 19%) hanno avuto luogo quando il consumatore europeo si trovava oltre confine in vacanza o per lavoro. Gli italiani si piazzano invece poco sotto la media europea: ha fatto acquisti all’estero il 16 % degli italiani. "E’ chiaro – ha commentato il commissario Ue- che i consumatori non si sentono ancora abbastanza a loro agio nei confronti degli acquisti online per sfruttare appieno tutte le possibilità che questo settore offre".

Le possibili linee d’intervento che il Libro verde presenta vertono su 28 punti, tra cui:

* una definizione più precisa della nozione di consegna in relazione agli acquisti transfrontalieri (questione su cui si appunta il maggior numero di denunce dei consumatori) che garantisca ai consumatori maggiore protezione e faccia chiarezza sui loro diritti in caso di consegna ritardata, mancata o parziale.

* norme più chiare e più semplici sulle modalità di restituzione dei prodotti, che oggi variano notevolmente all’interno dell’UE (dalla comunicazione al venditore via email all’obbligo di raccomandata postale).

* norme comuni anche per quanto riguarda il diritto di recesso e i costi di restituzione delle merci (attualmente le disposizioni variano dalla gratuità per il consumatore all’obbligo di sostenere tutti i costi).

* semplificazione, per mezzo di norme comuni, dei rimedi a disposizione dei consumatori. Attualmente una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto sono invocabili solo nel caso in cui la riparazione o la sostituzione siano impossibili o sproporzionate. Per i consumatori è difficile, specie a distanza, giudicare se sia fondata o meno l’affermazione del venditore che considera sproporzionato un determinato rimedio. Il Libro verde prospetta l’ipotesi di un sistema che dia ai consumatori la possibilità di scegliere tra i rimedi.

*una normativa comunitaria che disciplini con chiarezza la questione del cosiddetto "periodo di riflessione" entro il quale l’acquirente ha il diritto di tornare sulla sua decisione e di restituire il bene acquistato.

La consultazione sul "Libro verde sulla revisione dell’acquis relativo ai consumatori" durerà tre mesi. Durante questo periodo il commissario responsabile della politica dei consumatori procederà a una consultazione "dal vivo", incontrando le varie parti interessate (donne, anziani, organizzazioni dei consumatori, PMI, deputati al Parlamento europeo, rappresentanti dei governi degli Stati membri, grande distribuzione). Saranno quindi presentate proposte di iniziative specifiche – legislative o d’altro genere – miranti a risolvere i problemi e le difficoltà esistenti.

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