INTERNET. Famiglie liguri conquistate dal web, ma in crescita i reati informatici

Le famiglie liguri sono supertecnologiche: nel 98% delle abitazioni di famiglie con almeno un figlio tra i 10 e i 17 anni è presente almeno un personal computer; il 96% delle famiglie dispone di una connessione ad internet e nel 91% dei casi si tratta di una connessione a banda larga. E’ uno dei dati principali emersi dalla ricerca su i minori e internet effettuata a fine 2009 su un campione di 500 famiglie liguri dall’Istituto Demoskopea e presentata questa mattina in Regione dal Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni della Liguria.

Oltre a navigare a banda larga i liguri navigano con tariffe flat, cioè con un canone mensile che permette di navigare senza limiti temporali, elementi che, secondo i ricercatori, connotano un’ottima alfabetizzazione informatica e un uso frequente ed evoluto di internet.

Sono comunque le nuove generazioni ad utilizzare maggiormente le nuove tecnologie, considerando internet divertente, veloce, facile e per tutti. Quasi la metà degli intervistati si collega a internet da scuola. In tre casi su quattro (74%) i ragazzi che si collegano da scuola sono assistiti da un insegnante. Mediamente i ragazzi liguri che si collegano da scuola lo fanno una volta a settimana e per poco più di 40 minuti.

"Un aspetto particolare che è emerso dalla ricerca – ha spiegato Elisabetta Brambilla, direttrice del Dipartimento Quantitativo Media e Opinioni Demoskopea e curatrice della ricerca – è la visione ottimistica che i ragazzi hanno del mezzo di comunicazione. Solo il 4,2% degli intervistati trova che internet abbia dei difetti. In generale i ragazzi sottovalutano le preoccupazioni dei genitori sulla navigazione online e rischiano di avere un atteggiamento acritico. Un altro dato positivo è che i ragazzi tra i 10 e i 13 anni sono spesso guidati e assistiti dagli adulti nell’uso di internet e i genitori stessi dimostrano una buona consapevolezza delle abitudini di navigazione dei loro figli. Genitori e figli stabiliscono regole di navigazione che vengono generalmente rispettate".

Dall’analisi emerge però anche "una modesta consapevolezza dei rischi e delle criticità connesse all’uso di internet – spiega Brambilla – I riferimenti ad aspetti critici di internet, limitati in termini quantitativi, riguardano problemi tecnici". "I nuovi media – in particolare internet e cellulari – rappresentano un aspetto esistenziale importante nella vita di giovani e adolescenti – ha detto Stefano Cavanna, commissario del Comitato regionale per le comunicazioni ligure – Si tratta di opportunità di crescita senza precedenti. Un territorio affascinante, sconfinato e facilmente accessibile dove, tuttavia possono trovare spazio anche contenuti e comportamenti dannosi per lo sviluppo. Comprendere il cambiamento è l’unico modo per non esserne travolti. Una visione improntata all’ottimismo, alla serenità e alla facilità di utilizzo non può che essere un segnale positivo, ma bisogna fare attenzione che alle competenze tecniche si affianchino pari competenze emotive e relazionali. È fondamentale prevenire ed equipaggiare giovani e adolescenti con le necessarie capacità di riconoscere e gestire le emozioni".

L’indagine presentata questa mattina fa parte del più vasto progetto "Media e minori", promosso dal Corecom per analizzare il rapporto dei minori e delle famiglie con i nuovi mezzi di comunicazione digitale. E nell’ambito della comunicazione sociale del Corecom è nato anche lo spot "Una famiglia come tante", un filmato che evidenzia il problema della sicurezza dei bambini che navigano su internet e sensibilizza genitori ed educatori su questo tema. Il Corecom della Regione Liguria ha da tempo attivato anche un numero verde attraverso il quale è possibile chiedere informazioni sulla navigazione sicura.

Infine, nel corso della presentazione Danilo Bisio, ispettore superiore della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Genova ha illustrato l’attività che viene svolta dalle forze dell’ordine per tutelare la sicurezza dei minori online. Una recente indagine ha portato in un tempo relativamente breve e con pochi mezzi a disposizione, a 460 indagati al sequestro di 1201 computer, 2459 hard disk, 1307 hard disk esterni per pedopornografia e altri reati online come l’adescamento di minori, la truffa, il bullismo. "C’è da fare un lavoro culturale – ha sottolineato Bisio – per far capire che è importante non lasciare i bambini su internet senza la supervisione di un adulto, almeno all’inizio. I minori usano spesso internet da soli, specialmente fra i 10 e i 13 anni, magari hanno il pc in camera. Non c’è solo il pericolo della pedofilia e della truffa: i ragazzi a volte sono sprovveduti, si preoccupano più dei virus informatici che dei pedofili e rischiano non solo di essere adescati, ma di commettere degli illeciti senza saperlo, come divulgare foto di altri minori o dati sensibili. In Liguria ci sono diversi casi di denunce: il trend dei reati telematici è in crescita".

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