INTERNET. I ragazzi chiedono più garanzie per la loro privacy

Il 79% dei ragazzi e delle ragazze italiani vorrebbe ricevere maggiori informazioni su come i pirati della rete rubano le password dei loro profili personali e vorrebbe sapere, dunque, come fare a proteggere la propria privacy. Il 64,4% di loro chiede ai gestori di social network e di altre piattaforme su web di non rendere obbligatorie troppe informazioni personali nella creazione dei profili e oltre la metà dei ragazzi invita questi gestori e le istituzioni a realizzare campagne di sensibilizzazione sui problemi e i rischi che si possono incontrare in internet.

Un’altra forte esigenza avvertita dai ragazzi è quella di inserire dei filtri di ricerca più sicuri, affinché non si venga rintracciati dagli sconosciuti, ma si possa visualizzare un profilo prima di accettarlo tra i propri contatti. Infine, una richiesta che arriva dai ragazzi ed evidenzia il loro elevato grado di consapevolezza nei confronti della rete, è quella di vietare che pubblicità per adulti siano accessibili ai minori o arrivino direttamente sui propri profili personali. Il 65,2% dei ragazzi vorrebbe quindi che sia facilitata la segnalazione degli abusi.

Queste sono in sintesi alcune delle richieste emerse dall’indagine "Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza" presentata oggi in occasione del Safer Internet Day, nel corso di un evento svoltosi a Roma e organizzato da Save the Children e Adiconsum, i referenti in Italia del Programma Safer Internet della Commissione europea.

"Quest’anno abbiamo pensato di celebrare questa giornata istituita dalla Commissione Ue per promuovere un uso consapevole di Internet e delle nuove tecnologie, dando voce direttamente ai ragazzi che sono coloro che utilizzano di più la rete" ha spiegato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. " E devo ammettere – ha aggiunto Neri – di aver appreso tante cose, a cui non avevo mai pensato, come ad esempio la grande paura, condivisa dalla maggior parte dei ragazzi, di vedersi rubare la password del proprio profilo personale. Dalla ricerca emerge chiaramente il forte grado di consapevolezza che i ragazzi hanno verso la propria privacy e il bisogno di garanzie di sicurezza della propria identità, di fronte a cui non possiamo restare fermi.

Per questo – ha concluso Neri – le istituzioni qui presenti dovranno garantire che il dialogo di oggi venga portato ad un livello di utilità più alto. Credo che sia necessario un atto di autoregolamentazione e che il Governo garantisca che si arrivi ad un patto con le aziende per una maggiore sicurezza della rete".

Oggi, si è ricordato durante il convegno, a Bruxelles si arriverà ad una Carta dei principi generali, che detteranno le linee guida per i gestori europei di network e piattaforme in rete.

"La rete rappresenta per i giovani un’occasione di conoscenza e di socializzazione, ma anche di eventuale rischio – ha dichiarato Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum – Internet è una grande autostrada della comunicazione e, come le vere autostrade, presenta tanti pericoli. Per questo vogliamo che ci sia una segnaletica completa, a disposizione dei ragazzi, e un controllo da parte di tutti. I genitori devono fare la loro parte, magari mettendo i computer in stanze comuni della casa e non in posti isolati, ma è indispensabile l’ausilio della scuola e un’opera preventiva da parte degli stessi gestori. Le proposte dei ragazzi – ha sottolineato Landi – sono concrete ed efficaci; ci aspettiamo quindi da parte degli operatori una pari disponibilità per la loro attuazione".

La rete, infatti, è sempre più diffusa tra i minori italiani: l’86% di essi naviga in Internet e il 51,8% utilizza i servizi web 2.0 tutti i giorni; il più usato è il servizio di messaggistica istantanea (il 50,9% dei ragazzi si collega tutti i giorni a MSN, Skype e YahooMessanger); seguono i servizi di visualizzazione video, ad esempio YouTube e i social network classici, come LiveSpace di MSN, NetLog, Myspace e Facebook.

I ragazzi coinvolti nella ricerca presentata oggi sono stati 962 tra gli 11 e i 16 anni, i quali hanno risposto a questionari elaborati dai ragazzi delle scuole medie di Roma "A. Rosmini" e "D.R. Chiodi" e del centro di aggregazione "Il muretto". Questi ragazzi hanno raggruppato i punti deboli dei servizi web 2.0 in 4 gruppi principali:

  1. la privacy;
  2. i contatti con gli sconosciuti;
  3. i contenuti inadeguati e il cyber bullismo;
  4. la comunicazione e l’informazione.

Le problematiche e le soluzioni sono state poi rapportate alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, cercando dei collegamenti con i vari articoli.

"Devo ammettere una cosa di cui forse, noi genitori non ci rendiamo conto – ha dichiarato Isabella Rauti, Capodipartimento alle Pri opportunità – ho trovato dei ragazzi pienamente consapevoli; la loro coscienza dei rischi di Internet è decisamente maggiore di quello che percepiamo noi e questo è già un messaggio preciso che abbrevia il gap generazionale. Grazie alle richieste fatte da loro, abbiamo di fronte un quadro di rischi e potenzialità estremamente chiaro e non possiamo che assumerci ora le nostre responsabilità. Possiamo usare questo catalogo di rischi e vantaggi – ha concluso Rauti – come canovaccio per stilare un codice di autoregolamentazione".

Anche l’europarlamentare Roberta Angelilli ha espresso la sua meraviglia di fronte alla chiarezza e concretezza con cui i ragazzi hanno presentato le loro richieste. "Devo fare un mea culpa – ha detto Angelilli – nonostante la mia giovane età, quando sono entrata in parlamento europeo mi sono messa dalla parte degli adulti e rispetto alla questione della rete ho sempre visto soltanto i rischi. Consideravo i minori come dei piccoli adulti dispersi tra una serie di pericoli; ma oggi ho capito che internet ha anche grandi potenzialità e che non si può solo bloccare e demonizzare. La legislazione – ha concluso Roberta Angelilli – non deve essere solo degli adulti, ma deve parlare un linguaggio comune ai ragazzi, coinvolgerli nelle decisioni che li riguardano ed in questo è fondamentale il ruolo delle scuole e delle associazioni".

di Antonella Giordano

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