INTERNET. Incontro dell’Ocse a Seul sul futuro dell’economia di Internet

Il 17 e il 18 giugno si è tenuta a Seul, Corea del Sud, la riunione ministeriale dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, per discutere sul futuro dell’economia di Internet. All’incontro ha preso parte anche il Consiglio d’Europa, che ha colto l’occasione per invitare i governi ad aderire alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, che rappresenta l’unico strumento vincolante a livello internazionale contro questa nuova forma di illegalità.

"Qualunque campagna contro la criminalità informatica deve avere una portata mondiale come la criminalità informatica stessa" ha dichiarato il vice Segretario Generale del Consiglio Maud de Boer-Buquicchio. "La Convenzione del Consiglio d’Europa offre un’opportunità per tale cooperazione su scala mondiale, che rappresenta uno dei motivi per cui altri paesi dovrebbero aderire nel breve termine. Sin dall’inizio la Convenzione è stata concepita come uno strumento mondiale. Non è soltanto un trattato europeo, ma un trattato stilato in Europa al servizio di tutto il mondo".

La Convenzione sulla criminalità informatica è stata firmata da 44 paesi ed è fonte di ispirazione per molti altri paesi che vogliono apportare emendamenti alle loro legislazioni, come Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Egitto, India, Indonesia, Messico, Nigeria e le Filippine. Il testo è stato frutto di 4 anni di lavoro di esperti del Consiglio d’Europa che si sono avvalsi della collaborazione di Canada, Stati Uniti e Giappone ed è entrato in vigore il 1° luglio del 2004.

Già nel 1998, nel momento in cui Internet stava iniziando ad inserirsi nella vita quotidiana dei cittadini, l’Ocse ha organizzato a Ottawa, Canada, una Conferenza ministeriale sul commercio elettronico. Dieci anni dopo il cyber spazio si trova di fronte a molte altre sfide, essendo diventato il mezzo per numerosissime operazioni economiche, e non solo. Essendo sempre più dipendenti da Internet si ha bisogno di un politica coordinata, che comprenda diversi domini, dalla salute all’insegnamento, dalle infrastrutture ai servizi e tutti i campi attraversati da questa tecnologia. Il trattato è completato da un Protocollo addizionale relativo all’incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica commessi a mezzo di sistemi informatici. "Applicare le virtù democratiche nella realtà virtuale". E’ stato questo l’appello finale lanciato da Maud de Boer-Buquicchio che in occasione della tavola rotonda di ieriha pronunciato un discorso sulla "Creazione di un clima di fiducia"

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