INTERNET. Indagine Swg rileva: “Troppi pericoli per i più piccoli”

C’é un’emergenza internet per i minori, troppi bimbi sono lasciati soli nella rete. E’ quanto emerge da un’indagine della Swg sull’uso della rete da parte dei minori, e presentata oggi in una conferenza stampa in cui è stato anche illustrato il progetto sociale ‘il web per amico’ promosso dal Moige (Movimento Italiano Genitori) e da ‘Sicuramenteweb’, iniziativa di Microsoft per un mondo digitale migliore, cui partecipano anche Poste Italiane, Telecom Italia, Polizia Postale e delle comunicazioni.

Dall’indagine, condotta su un campione di oltre 5mila genitori e docenti di scuole medie, emerge che quasi la metà dei padri e delle madri non si preoccupa dei rischi del web, e che un bimbo su quattro naviga senza controlli. Il rischio, evidenzia la ricerca, è però anche a scuola: il 64% degli insegnanti non ha infatti seguito alcun corso sui pericoli on line, in una scuola media su cinque i personal computer non dispongono di filtri sui minori. Quanto al progetto ‘Il web per amico’, che partirà il prossimo 25 ottobre, si tratta di una grande alleanza – è stato sottolineato – tra società civile, aziende e istituzioni, per dare a bambini, genitori e insegnanti strumenti per navigare sicuri sul web, lontani da siti pedopornografici, adescamenti e truffe. La campagna prevede anche lezioni differenziate per genitori e insegnanti da una parte, con l’ausilio di un corner informativo, per gli alunni dall’altra. Il tutto per un totale di 46 "Giornate di Scuola Aperta sulla sicurezza in Internet", gestite da esperti del Moige e della Polizia Postale. La campagna sarà supportata anche dal sito tematico wwww.ilwebperamico.it.

"Non possiamo vietare ai bambini di usare la rete – ha detto Maria Rita Munizzi, del Moige – ma è nostro dovere insegnare loro come evitare o affrontare i pericoli". "Dobbiamo evitare che il mondo di internet sia il bosco di cappuccetto rosso, cioè una fonte di pericolo per i nostri figli”. Lo ha detto il ministro per le politiche della Famiglia, Rosi Bindi, partecipando alla presentazione del progetto ‘Il web per amico’. ”Serve la collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per evitare che i ragazzi facciano brutti incontri – ha detto ancora il ministro – e la lotta alla pedopornografia passa anche per il web”.

Il ministro ha inoltre annunciato che in finanziaria è previsto un maggiore sostegno alla commissione per la Lotta alla pedofilia, oltre che per l’osservatorio per i minori, ai fini di difenderli da abusi e adescamenti che molto spesso, ha aggiunto, avvengono proprio tramite internet. Inoltre, ha detto il ministro, l’Italia sarà capofila, su iniziativa del Consiglio d’Europa, dei paesi attivi nel campo delle buone pratiche per la lotta alla pedofilia, grazie anche, ha osservato il ministro, al buon lavoro compiuto per la raccolta di una banca dati. ”Ma noi non dobbiamo solo impedire brutti incontri – ha concluso il ministro – perchè internet deve essere anche un’occasione di crescita per i nostri ragazzi. E gli adulti, insegnanti e genitori devono avere gli strumenti per accedere a queste possibilità del web, in modo da lavorare perchè il bosco sia il meno pericoloso possibile”.

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