INTERNET. Scaricare dalla Rete è reato? Cassazione: “No, se non c’è guadagno economico”

Scaricare da internet film, musica o programmi tutelati dal diritto d’autore non è reato se questo non implica alcun lucro. Lo ha detto in una sentenza la Terza sezione penale della Corte di Cassazione, annullando la condanna a tre mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Torino a due studenti del Politecnico di Torino che avevano scaricato e condiviso in rete file musicali, film e software protetti da copyright.

I due giovani, utilizzando il computer di un’associazione studentesca, avevano realizzato una cosiddetta "rete p2p" (peer to peer) per scambiare file con altre persone collegate alla Rete. Lo scambio di contenuti con questa modalità è una pratica diffusissima su Internet e permette a tutti di scaricare file gratis dalla rete.

In prima istanza la Corte d’Appello di Torino aveva accusato i due ragazzi di aver violato agli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d’autore (n. 633/41) che punisce chi, "a scopo di lucro", diffonde o duplica file e contenuti multimediali protetti da copyright. Ma la Suprema Corte nella sentenza n. 149 ha spiegato, invece, che "poiché la duplicazione in effetti avveniva ad opera dei soggetti che si collegavano con il sito Ftp e da esso, in piena autonomia, prelevavano i file e nello stesso ne scaricavano altri, doveva essere esclusa l’esistenza del fine di lucro da parte degli imputati". Quindi, si legge nella sentenza, "potendosi ravvisare una mera attività di scambio" l’attività dei due non aveva alcun "fine di lucro", e quindi non si configurava la violazione della legge.

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