INTERNET. Studio UE: i genitori controllano i contenuti online cui accedono i propri figli?

Con il web 2.0 e con i telefoni e i videogiochi connessi alla rete è sempre più vasto e incontrollato il materiale a disposizione di minori. Come possono fare i genitori a controllare i contenuti cui accedono i propri figli? Esistono una serie di strumenti che consentono ai genitori di controllare e bloccare alcuni contenuti del web, ma questi sono ancora poco utilizzati.

Da un’indagine EUKidsOnline, presentata oggi dalla Commissione Europea, emerge che soltanto un quarto dei genitori europei blocca o filtra i siti web (28%) e tiene traccia dei siti visitati dai figli (24%). Ma tra i vari Stati membri ci sono notevoli differenze: il 54% dei genitori inglesi, contro il 9% di quelli rumeni. Oltre all’uso di strumenti di controllo, il 70% dei genitori intervistati ha affermato di parlare con i propri figli delle loro attività online. Il 58% dei genitori dichiara di stare accanto ai propri figli quando usano Internet e oltre metà agisce attivamente, ad esempio suggerendo ai propri figli come comportarsi con gli altri online (56%) e parlando degli aspetti che potrebbero disturbare i bambini (52%).

La Commissione ha pubblicato un altro studio che ha analizzato i diversi strumenti di controllo a disposizione dei genitori, di cui 26 per PC, 3 per console per videogiochi e 2 per telefoni cellulari. Lo studio ha riscontrato che i programmi esistenti sono efficaci nel filtrare il contenuto per adulti, ma rimane almeno il 20% di possibilità che siti contenenti materiale inadatto ai bambini, in particolare quelli che spingono i giovani a comportamenti autolesivi (siti che promuovono l’anoressia, il suicidio o l’automutilazione) possano superare i filtri. Allo stesso tempo, vengono bloccati siti che contengono materiali destinati specificamente ai bambini.

Pochi, invece, gli strumenti in grado di filtrare i contenuti del web 2.0 (siti di social networking, forum e blog), di bloccare i messaggi istantanei e i protocolli delle chat o di filtrare le liste di contatti. Per quanto riguarda gli strumenti a disposizione dei genitori per controllare smart phone e console per videogiochi, non tutti i prodotti disponibili sul mercato sono in grado di filtrare i contenuti web, nonostante il 31% dei bambini in Europa acceda a Internet proprio con il telefono cellulare e il 26% con le console. I programmi di controllo parentale sono perlopiù in lingua inglese e l’offerta di strumenti in altre lingue è limitata.

Nel quadro del programma UE per Internet sicuro, la Commissione continuerà a finanziare l’analisi dei programmi di controllo parentale ogni 6 mesi fino alla fine del 2012 e monitorerà i progressi ottenuti. All’indirizzo www.yprt.eu/sip è disponibile un database nel quale i genitori possono cercare lo strumento di controllo più adatto ai loro bisogni.

 

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