INTERNET. Videogioco RapeLay, Aesvi: “Contenuto inaccettabile, rispetto della dignità umana”

Si chiama RapeLay, è un videogioco giapponese e mette il giocatore nei panni di uno stupratore a caccia della vittima. La denuncia sulla circolazione di questo game è stata fatta dall’associazione dei telespettatori Aiart e rilanciata dal mondo istituzionale che chiede di rimuovere subito dalla rete il videogioco. Sulla questione interviene l’Aesvi (Associazione editori software videoludico italiana): "L’industria dei videogiochi, pur ritenendo la libertà di espressione un valore fondamentale, è contraria a qualsiasi contenuto che possa essere in violazione della normativa esistente in materia di tutela dei diritti fondamentali, primo tra tutti la dignità umana. Questo tipo di contenuto è da considerarsi inaccettabile in ogni tipo di media, compresi i videogiochi".

L’associazione di aziende produttrici di videogiochi sottolinea che "gli sviluppatori di questi videogiochi non aderiscono a nessuna associazione di categoria per l’industria in Italia o in Europa e non sono firmatari del codice di autoregolamentazione PEGI, che rappresenta lo standard di riferimento per la classificazione dei contenuti per l’industria professionale dei videogiochi nel mercato europeo. Questi prodotti non sono da considerarsi videogiochi commerciali, non risultano disponibili in Italia né tantomeno in lingua italiana. Per utilizzare un paragone con un settore più conosciuto quale è il cinema, il collegamento esistente tra questi prodotti e l’industria professionale dei videogiochi è paragonabile a quello che c’è tra un film amatoriale e l’industria cinematografica di Hollywood".

Secondo le ultime informazioni disponibili, ricorda Aesvi, il videogioco RapeLay è un titolo giapponese sviluppato nel 2006 e già oggetto di controversie nel paese, dove nel 2009 la Japanese Ethics Organisation of Computer Software (EOCS), che opera nel campo della classificazione dei videogiochi per PC per adulti, ha annunciato il divieto di produrre videogiochi contenenti violenza sessuale simile a quella presente in RapeLay e ha richiesto ai distributori e ai rivenditori di astenersi dalla vendita e promozione di videogiochi con rappresentazioni di tale natura e di ritirare RapeLay dagli scaffali. Non era stata pianificata alcuna distribuzione in Europa ma "non può essere escluso – afferma Aesvi – che ci siano ancora copie del videogioco in circolazione e che queste possano essere ulteriormente riprodotte e distribuite illegalmente, in modo tale da circolare anche in Europa. Inoltre, attraverso la rete Internet qualsiasi consumatore potrebbe avere accesso a questo prodotto dall’estero".

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