ISS: Alcohol Prevention Day, troppi giovani consumano bevande alcoliche

Il numero degli adolescenti in Italia che consumano bevande alcoliche rimane elevato. Ad una diminuzione del 3,6% registrata tra i 15enni e i 16enni nel 2002, fa da contrappeso un aumento pari al 9,2% tra i giovanissimi. Nel complesso, l’Istituto Superiore di Sanità, sulla base dell’elaborazione annuale dell’Osservatorio nazionale Alcol ha contato nel 2002, tra gli under 16, 723mila consumatori di bevande alcoliche. Rispetto al 2001 il calo registrato è del 3,6 % fortemente sostenuto dalle teen-agers (-12,6 %). Andando, tuttavia ad analizzare le tendenze di medio periodo 1998-2002 mentre per i 15enni e i 16enni si registrano diminuzioni nel numero di consumatori, sono proprio i più giovani, i 14enni, a registrare un incremento del 9,2. Tale evidenza si affianca a quella resa disponibile da altri studi in base a cui il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi 3 volte la settimana.

Le cose non vanno meglio nel mondo del lavoro, dove ogni anno l’INAIL riceve circa 940.000 denunce di infortuni di cui una percentuale compresa tra il 4 e il 20%, pari a 37.000-188.000 incidenti, è dovuta al consumo di alcolici.
L’Italia detiene in Europa un ulteriore primato: quello del primo bicchiere consumato a 11-12 anni, l’età più bassa nell’Unione Europea, dove la media si aggira sui 14 anni e mezzo (dati Eurobarometer).

Per la prima volta da numerosi anni, si è osservata una lieve flessione nel numero dei consumatori di bevande alcoliche che rappresentano comunque l’88,6 % della popolazione maschile ed il 60,1 % di quella femminile con notevoli differenze relativamente all’età e alle bevande alcoliche consumate.. Nel 2002 sono stimati pari a circa 36 milioni i consumatori di bevande alcoliche in Italia (21 milioni, circa, i maschi, 15 milioni, circa, le femmine). Nonostante il consumo medio pro-capite di alcol puro sia diminuito del 37% negli ultimi 20 anni (1981-2003) , da circa quattro anni il consumo medio sembra essersi stabilizzato e aver raggiunto un sostanziale plateau a 7,4 litri pro-capite per anno a cui hanno contribuito il forte calo delle vendite (e relativo consumo) del vino (-41,4 %) , dei superalcolici (-77,1%) bilanciato da un incremento nei consumi di birra (+68,1 %). Ciò ha comportato un notevole calo nella mortalità alcol-correlata per le patologie croniche (cirrosi epatica ad es.) ma ha scarsamente influenzato quella relativa agli incidenti stradali o domestici e, in genere, quella relativa alle patologie acute.

Si stima che gli alcolisti siano circa un milione, prevalentemente maschi, con un rapporto maschi/femmine di 3 a 1 circa. Gli astemi, infine, nel 2002 presentano per la prima volta nel corso degli ultimi anni un lieve incremento che li riporta ai livelli del 1998, rappresentando il 27,2 % della popolazione (il 39,9 % delle femmine, il 13,4 % dei maschi ).
Per consultare i dati completi visitare il sito www.ossfad.iss.it . (SEGUE)

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