ISTITUZIONI. Antitrust: sul sito relazione su conflitto di interessi. Archivio per Berlusconi su Rai

È disponibile sul sito internet dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la Relazione semestrale sul conflitto di interessi (legge 20 luglio 2004, n. 215) che dà conto dell’attività svolta nel secondo semestre del 2008, illustra in via preliminare i dati di sintesi del Governo Berlusconi IV e esamina i risultati dei controlli effettuati in materia di incompatibilità post-carica del precedente governo.

Nella relazione l’Antitrust si sofferma, fra i casi esaminati, su "alcune segnalazioni effettuate dal sen. Luigi Zanda riguardanti un presunto caso di conflitto di interessi" del Presidente del Consiglio in merito ad alcune sue dichiarazioni sulla Rai e su società quotate in borsa, "segnalazioni archiviate dall’Autorità in quanto ritenute estranee all’ambito applicativo dell’art. 3 della legge".

"In merito, – spiega l’Antitrust – si è osservato che fra i vari elementi costitutivi della fattispecie, la norma richiede, in particolare, che l’eventuale vantaggio economico apportato al patrimonio del titolare di carica (o a quello di un suo familiare) discenda da un atto governativo da considerare imprescindibilmente nella sua accezione formale, cioè assunto nell’ambito di attribuzioni e con le procedure previste dalla legge ed espresso nelle forme stabilite dall’ordinamento. Ad esso può essere equiparato esclusivamente il comportamento omissivo del titolare di carica di governo che non abbia provveduto all’emanazione di un atto dovuto in base ad un obbligo anch’esso stabilito dalla legge".

Per l’Antitrust la legge n. 215/04 nell’attuale formulazione degli articoli 1 e 3, "fa chiaramente riferimento ad una tipologia di atti rilevanti che comprende tutte quelle attività, poste in essere nell’esercizio di attribuzioni di governo, che si concretano nell’adozione o partecipazione ad un atto formalmente qualificato, individuabile come tale in base alle regole poste dalla legge e idoneo, secondo le specifiche norme che lo disciplinano, a produrre effetti, nell’ordinamento giuridico, come fatto imputabile all’organo che lo ha adottato". Per una fattispecie di conflitto di interessi, dunque, non si può attribuire rilievo a qualunque attività o comportamento "ma solo a quelli che si traducono nell’esercizio concreto di attribuzioni governative e che si esprimono nelle forme in cui tali attribuzioni sono legittimate a manifestarsi".

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