ISTITUZIONI. Federalismo, Confcommercio: gli italiani lo conoscono ma a grandi linee

Gli italiani conoscono il federalismo ma per lo più a grandi linee. E da questo si aspettano soprattutto un’opportunità per rinnovare la democrazia. Una quota elevata prevede disagi per i cittadini di alcune regioni a causa del federalismo ma la maggioranza si dichiara favorevole a una decentralizzazione dello Stato. Sono alcuni degli elementi che emergono dall’indagine realizzata da Confcommercio, in collaborazione con Format ricerche di mercato. Proprio oggi è iniziata in Senato la discussione del disegno di legge di legge sul federalismo fiscale.

Per poco meno dei due terzi (il 62,4%) degli italiani si tratta di una riforma che serve al paese. Il 77,5% dichiara di esserne a conoscenza, anche se il 61,6% solo a grandi linee. Ma è solo poco più della metà del campione intervistato (il 50,4%) a sapere chi è il ministro competente sul tema, mentre solo il 35,3% sa indicare le materie che con questa riforma saranno demandate alle regioni (sanità e istruzione le risposte più numerose) e appena il 21,4% è a conoscenza del numero di province in Italia.

L’indagine rileva però le aspettative legate alla riforma. Per il 59,8% degli intervistati il federalismo è visto come un possibile veicolo di rinnovamento della democrazia che, nella maggior parte dei casi, porterà a una pressione fiscale inferiore o uguale a quella attuale (per il 55%) e ad un miglioramento della qualità dei servizi pubblici erogati (58,7%). Ma sono pochi (32,8%) gli italiani fiduciosi nella capacità degli attuali amministratori locali di riuscire a identificare i costi reali dei servizi erogati dalle regioni. La maggioranza inoltre (75,2%) prevede che ci saranno disagi per i cittadini di alcune regioni a causa del federalismo. Il 66,2% degli intervistati si dichiara favorevole ad una decentralizzazione delle strutture dello Stato e il 72,4% ritiene che le regioni più deboli debbano essere aiutate da quelle più forti.

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