ISTITUZIONI. Il Trattato di Lisbona ottiene il via libera dal Parlamento europeo

Approvato dal Parlamento europeo il Trattato di Lisbona. Con 525 voti favorevoli, 115 contrari e 29 astensioni, il documento è stato salutato con un lungo applauso e con le congratulazioni del presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pottering, ai deputati che "esprimono la libera volontà dei popoli che rappresentano".

La Plenaria ha espresso un’opinione comune sull’importanza del Trattato per il futuro dell’Europa e sul fatto che esso fornirà all’Unione una struttura stabile e ne aumenterà la responsabilità democratica e la capacità decisionale, rafforzando il ruolo del Parlamento europeo e di quelli nazionali.

Ora è compito degli Stati membri di procedere alla ratifica nel più breve tempo possibile, affinché il Trattato possa entrare in vigore il 1° gennaio 2009 e i cittadini possano arrivare alle elezioni europee con piena conoscenza del nuovo quadro istituzionale dell’Unione.

Una delle maggiori novità introdotte dal nuovo Trattato, che permetterà ai cittadini di controllare meglio l’operato dell’Ue, è la sottomissione di tutta la legislazione europea alla procedura di codecisione, che prevede la duplice approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo. I legislativi nazionali potranno controllare meglio le competenze delegate alla Commissione europea, attraverso un nuovo sistema di supervisione.

Il Presidente della Commissione sarà eletto dal Parlamento europeo, su proposta dei Capi di Stato e di Governo e si dovrà interpellare il Parlamento anche per l’approvazione degli accordi internazionali e per la revisione dei trattati. Viene rafforzata la tutela giudiziaria dei cittadini, grazie all’estensione della giurisdizione della Corte di giustizia dell’Ue ai settori di libertà, sicurezza e giustizia, e, ai cittadini, viene consentita la possibilità di formulare proposte su questioni per loro prioritarie.

L’Unione europea diventa un’unica struttura ed entità giuridica, con l’obbligo di rispettare l’identità nazionale degli Stati membri, inserendoli nel sistema decisionale. Tutti gli europarlamentari sono d’accordo sul fatto che il nuovo Trattato aumenterà la visibilità dell’Unione e dunque la sua funzione di attore globale.

E’ stato infine bocciato in Aula un emendamento della GUE/NGL che respingeva il Trattato di Lisbona, accusandolo di non proporre dei progressi in direzione sociale e democratica. Per Mauro ZANI (PSE, IT), il trattato di Lisbona "pone fine ad uno stallo prolungato e pericoloso" uscendo dalla crisi "con una struttura istituzionale stabile, più efficace e aperta ad ulteriori sviluppi". E’ necessario un impegno straordinario "per promuovere la cittadinanza europea a partire dalla Carta dei diritti".

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