ISTRUZIONE. Fao: “Oltre 94 milioni di bambini nelle zone rurali del mondo non vanno a scuola”

"Non è possibile prescindere dall’assistenza esterna per affrontare la questione di oltre 94 milioni di bambini che vivono nelle zone rurali che non vanno a scuola. Basterebbe un miliardo e 640 milioni l’anno per assicurare l’istruzione di base alle popolazioni rurali dei paesi a basso reddito". Lo ha affermato il Vice Direttore Generale della FAO Alexander Müller, del Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile, nel corso dell’incontro internazionale sull’istruzione, fino al 14 giugno a Roma, a cui partecipano l’UNESCO, altre agenzie dell’ONU, la società civile e rappresentanti dei paesi donatori.

La riunione, organizzata dal Gruppo di Lavoro Internazionale sull’Istruzione, punta sull’interazione tra istruzione, conoscenze tecniche e sviluppo agricolo e rurale, è quello di fornire alle popolazioni rurali maggiori strumenti affinché possano diventare protagonisti del processo di sviluppo.

Per Muller sono necessari maggiori investimenti da parte dei governi e della comunità di donatori per riuscire a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in particolare quello dell’istruzione per tutti. Attualmente, più di metà della popolazione mondiale vive nelle zone rurali. Nei paesi in via di sviluppo, dove l’istruzione è un fattore essenziale per uscire dalla povertà, la popolazione continuerà ad essere prevalentemente rurale ancora per parecchi decenni, secondo la FAO. La percentuale di bambini non scolarizzati è quasi il doppio che nelle zone urbane e la maggior parte di essi andrà a formare la prossima generazione di adulti poveri ed analfabeti.

"Le popolazioni rurali che hanno avuto l’opportunità di un’istruzione di base è più probabile che siano ricettivi a nuove tecniche e diventino più produttivi. Possono meglio adattarsi ai cambiamenti, migliorare le proprie condizioni di vita, rispettare la parità uomo-donna e diventare cittadini attivi", ha aggiunto Müller.

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