ISTRUZIONE. Senato approva ddl su nuova maturità

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il disegno di legge che prevede una serie di modifiche all’esame di Stato. Il provvedimento è in attesa, prima di diventare definitivo, del voto della Camera. Le nuove regole. Dopo sei anni, i ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori dovranno confrontarsi nuovamente con l’ammissione agli esami, abolita di fatto dalla riforma Berlinguer del 1999. Sarà il Consiglio di classe a stabilire se uno studente possiede la preparazione sufficiente per sostenere la maturità. E per sedersi al cospetto della commissione occorrerà avere superato anche tutti i debiti formativi degli anni precedenti (a partire dal 2008/2009). La novità senz’altro più temuta riguarda le commissioni che torneranno ad essere a maggioranza ‘esterna’. Dopo la parentesi del governo Berlusconi, si ritorna alla commissione composta per metà da docenti esterni e da membri interni. In tutto, non più di sei professori guidati dal presidente, anche questo esterno.

Cambia anche la modalità di assegnazione del capo della commissione che dovendo seguire i lavori di due classi (o al massimo di 70 alunni) – avrà la possibilità di osservare più da vicino le performance dei ragazzi. Novità in arrivo anche per le prove d’esame. Per gli studenti degli istituti tecnici e professionali, che rappresentano la maggioranza dei maturandi, la seconda prova (quella di indirizzo) si trasformerà in una prova da svolgere in laboratorio anche in più giorni. Un modello simile a quello attualmente in vigore per i licei artistici e gli istituti d’arte che svolgono la seconda prova in tre giorni. E per i più bravi sarà a disposizione la lode.

Sarà, invece, vita difficile per i cosiddetti diplomifici, che avranno meno margini di manovra sui cosiddetti candidati privatisti – coloro che si presentano agli esami senza avere seguito neppure un giorno di lezione – , costretti a sostenere un esame preliminare e a presentarsi in una scuola statale o paritaria del comune di residenza, e per i saltanti per merito che per approdare direttamente all’esame, dalla quarta classe (senza cioè frequentare il quinto anno), oltre ad essere promossi con almeno otto in tutte le materie al quarto anno dovranno avere una carriera scolastica immacolata: almeno sette in tutte le materie degli anni precedenti e neppure una bocciatura.

 

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