Il CNCU rischia di essere sciolto?

Il Consiglio nazionale consumatori e utenti rischia di essere sciolto? La domanda scaturisce dalla denuncia lanciata oggi da Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Diritti dei consumatori del Partito Democratico, che afferma come sia a rischio la sopravvivenza del CNCU a causa della mancata adozione del Decreto che lo inserisce fra gli organismi collegiali da mantenere in attività all’interno dei ministeri.

Dichiara infatti Lirosi in una nota stampa: "Non sarebbe più operante il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU), l’organismo istituito nel 1998 con la legge quadro sui diritti dei consumatori per promuovere una coordinata e organica politica nazionale per la tutela dei consumatori. E ciò sta avvenendo nel più generale silenzio, anche da parte dell’attuale presidente, il sottosegretario Saglia. Non risulta ancora adottato – spiega infatti Lirosi – il prescritto Decreto della Presidenza del Consiglio (doveva essere emanato ai sensi di legge entro lo scorso 30 giugno) per indicare il CNCU tra gli organismi collegiali da mantenere in attività all’interno dei vari ministeri. Senza tale atto scatta quindi la tagliola della soppressione in toto di organismo, competenze e capitolo di bilancio".

Si tratta di una decisione che indebolisce il ruolo del Ministero dello Sviluppo economico e colpisce la rappresentanza dei cittadini-consumatori, legata alla mancata nomina di un nuovo ministro e forse, ipotizza l’esponente Pd, a un intervento ostativo del Ministero dell’Economia. Dichiara infatti Lirosi: "È singolare, poi, che a questa negativa conseguenza si sia giunti nonostante una richiesta formale di segno opposto avanzata dal ministero diretto ad interim dal presidente del Consiglio: in sostanza Berlusconi premier non avrebbe accolto la proposta di Berlusconi ministro dello Sviluppo. Una contraddizione che si potrebbe forse capire solo qualora ci fosse di mezzo il mancato nulla osta da parte del ministro dell’Economia e delle Finanze. Così facendo Tremonti ancora una volta eserciterebbe il suo potere di veto e di contrapposizione nei confronti del dicastero di via Veneto, nonostante a guidarlo sia la massima autorità di governo".

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