“Il Tar Lazio scioglierà il CNCU?” di A. Longo

Pensavo di scrivere questo editoriale commentando l’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari. Ma c’è una importante e grave questione aperta da una lettera di Giustino Trincia, Vicesegretario generale vicario di Cittadinanzattiva, indirizzata alle associazioni di consumatori e alle aziende che costituiscono Consumers’ Forum e più in generale a tutte le associazioni.

Abbiamo parlato nei giorni scorsi di una sentenza del Tar Lazio, che accogliendo il ricorso presentato anni fa da Codacons e Adusbef , ha disposto la cancellazione di Cittadinanzattiva dal CNCU per gli anni 2002 e 2003, attraverso una interpretazione impropria e restrittiva della legge 281/98 (oggi Codice del consumo), cui si era opposto lo stesso Ministero dello sviluppo economico. In sostanza, secondo il Tar Lazio qualsiasi sostegno economico da parte di una azienda a progetti delle associazioni dei consumatori è illegittima. Anche nell’ipotesi, ad es., che con soldi Alitalia o di Trenitalia, si stampassero depliants che informano sui diritti del viaggiatore, come il diritto all’overbooking o al bonus per ritardo!

Cittadinanzattiva ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Come Movimento Difesa del Cittadino e a titolo personale, ho espresso subito la mia indignazione per la sentenza, manifestando solidarietà a Cittadinanzattiva, ai suoi dirigenti e ai suoi iscritti. Ma è d’obbligo aprire un dibattito non solo tra le associazioni ma anche con il mondo politico e con la dottrina, perché come giustamente commentava Cittadinanzattiva, "viene messa di fatto in discussione la stessa esistenza del CNCU, vietando qualsiasi forma di sostegno da parte di imprese private alle attività delle organizzazioni".

Lo stesso Codacons, si deve essere reso conto subito che la sentenza del Tar Lazio rischiava di colpirlo con un clamoroso autogol, dal momento che il Codacons partecipa a progetti di informazione e assistenza ai consumatori che ricevono contributi di aziende o gruppi privati come Capitalia o MPS. Infatti, Nel comunicato stampa del 26 febbraio, in cui si esprime "soddisfazione per la sentenza" i responsabili del Codacons sono molto cauti e sembrano ventilare una necessità di "delimitazione" del pronunciamento dei giudici amministrativi, perché aggiungono: "Certamente si ravvisa l’esigenza di un chiarimento rispetto alla legge 281/98, al fine di distinguere i rapporti legittimi e possibili delle associazioni onlus come quelle per i consumatori (quando ad esempio tali rapporti sono mirati a sviluppare una migliore qualità dei prodotti), da quelli illegittimi (perché ad esempio nascondono una pubblicità commerciale e non sono nell’interesse dei consumatori)".

E non potrà certo essere lo stesso Codacons né alcun’altra associazione di consumatori a dare questi "bollini " di legittimità…Apriamo allora con coraggio un dibattito pubblico su questo delicato aspetto del rapporto tra aziende e associazioni consumatori. HC ospiterà i contributi di tutti coloro che vorranno intervenire. E rivolgiamo anche al mondo politico la richiesta di un chiarimento definitivo, con una modifica legislativa che sottragga il riconoscimento di legittimità di associazioni che operano da decenni sotto il controllo e il giudizio di milioni di cittadini alle stravaganze interpretative di qualche magistrato.

Antonio Longo

Ecco la lettera di Giustino Trincia a Consumers’ Forum

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