In Senato passa la class action, vittoria dei consumatori

Arriva anche in Italia la class action, cioè la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Il Senato ha approvato (158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti) l’emendamento alla Legge Finanziaria, proposto dai senatori Manzione e Bordon (Unione democratica), che introduce la ”disciplina dell’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori”. Le nuove misure entreranno in vigore trascorsi sei mesi dall’approvazione della legge Finanziaria.

La nuova norma, che disciplina anche il procedimento da seguire, prevede l’attivazione della class action per ottenere rimborsi legati a contratti con clausole prestampate, a pratiche commerciali illecite o a comportamenti anticoncorrenziali da parte di società fornitrici di beni o servizi.

Dai farmaci pericolosi ai viaggi truffa, dagli illeciti finanziari ai danneggiamenti ambientali: sono molte le fattispecie che, riguardando una pluralità di cittadini, potranno rientrare nella fattispecie della "class action".

Misure specifiche sono poi previste per i contratti stipulati tramite telefono, oppure on-line via internet: se il contratto é collegato ad un messaggio pubblicitario ingannevole rende nulli i contratti nei confronti di tutti i consumatori o utenti durante il periodo di diffusione del messaggio.

Viene così anticipato quanto previsto in un apposito disegno di legge proposto nell’ambito delle misure di liberalizzazione, che aveva tra l’altro trovato il netto dissenso delle imprese e la preoccupazione delle assicurazioni.

La Class Action potrà essere attuata dalle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti ma anche da parte di associazioni di "consumatori, investitori e altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati". Su questo punto è previsto un passaggio parlamentare nelle commissioni parlamentari competenti. La platea dei soggetti legittimati a ricorrere sarà così più ampia, per consentire, ad esempio, cause collettive anche per eventuali danneggiamenti ambientali.

L’avvio della causa collettiva ha subito effetti: interrompe le prescrizioni delle altre cause avviate dai consumatori, magari singolarmente. Sono quindi previsti vari passaggi. Il primo è la decisione del giudice, che dovrà solo stabilire se l’impresa va condannata. Fisserà però anche le modalità per stabilire gli importi dovuti e la procedura per attribuire il rimborso ad ogni singolo cittadino.

Dalla causa collettiva si passa quindi a stabilire rimborsi individuali: questo passaggio sarà gestito da una Camera di Conciliazione che dovrà essere costituita presso il tribunale che si occupa della causa. In questa fase parteciperanno in modo paritario i difensori di coloro che hanno proposto l’azione di gruppo e la società chiamata a rispondere del proprio comportamento. Durante questa procedura i cittadini possono anche ricorrere singolarmente e, nel caso si ritengano non soddisfatti dall’accordo raggiunto, possono anche decidere di proseguire l’azione giudiziaria. Sono infine previste modalità per pubblicizzare la sentenza di condanna e l’accordo raggiunto nella successiva transazione.

 

 

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