Informazione consumerista, intervista ad Anna Bartolini

L’aggiornamento continuo sulle tematiche consumeristiche diventa sempre più fondamentale per le associazioni dei consumatori. Per sottolineare questa importanza sono stati organizzati 2 incontri che si svolgeranno a Milano e Roma, rispettivamente il 12 e il 26 settembre, come momenti di aggiornamento sui temi maggiori in seno alla DG Sanco, la Direzione Generale per la Salute e i Consumatori dell’Unione europea.

HC ha intervistato Anna Bartolini, la rappresentante italiana all’interno dell’ECCG, il Gruppo Europeo Consultivo dei Consumatori, che, nel suo intervento, farà il punto sulla situazione dell’ECCG, in merito soprattutto alle nuove competenze e alle tematiche future.

Ci può dare qualche anticipazione sull’iniziativa, in particolare sul suo intervento?

Il mio è un intervento di carattere pratico, nel senso che io riassumerò per le associazioni dei consumatori le tematiche più importanti che sono oggi in discussione all’Unione Europea e che sono passate anche attraverso l’ECCG, che è il Consiglio Consultivo Europeo dei Consumatori. I temi più importanti sono l’energia, il problema delle pratiche sleali, il problema delle revisioni particolari, il problema delle nanotecnologie che è diventato di enorme importanza, il problema alimentare. La mia si può dire che sarà una parte didattica che riassume le attività di quest’anno e quello che ci si può aspettare per il futuro e su che cosa le associazioni possono contribuire e lavorare. All’incontro di Milano ci sarà anche Massimiliano Dona che parlerà dell’azione risarcitoria collettiva. Queste due giornate sono praticamente un update: ciascuno da le indicazioni delle priorità affinché le associazioni non si perdano nel mare di notizie che ci sono ogni giorno. Per questo sono state invitate anche le associazioni locali. Anzi è meglio che vangano quanti più rappresentanti possibili perché l’aggiornamento è estremamente importante.

All’interno del mercato unico dell’Ue che pian piano si sta armonizzando sempre di più è cambiato o sta cambiando il ruolo delle associazioni dei consumatori?

In tutti i Paesi dell’Europa le associazioni dei consumatori stanno diventando sempre di più i veri alleati dell’Europa. Infatti mentre l’industria, il commercio e la produzione che stanno da una parte possono avere interessi di parte nel fare passare una normativa, il consumatore che è l’utente finale è universalmente la persona interessata che questa normativa ci sia, sia sempre più completa e sia una normativa di tutela. Quindi io ritengo che il consumatore sia il vero alleato dell’Europa; se si pensa a questi anni, a quanta normativa è arrivata a protezione, quelle di conciliazione o di risoluzione alternativa delle controversie, le associazioni dei consumatori hanno tolto milioni di piccole cause dai Tribunali dell’Europa, con questa giustizia alternativa che L’Ue è fortemente interessata alla tutela del consumatore perché l’Europa è un’Europa dei cittadini e se crescono loro crescono anche gli Stati. Noi abbiamo questa grossa missione, che è quella di dare ai cittadini la consapevolezza dei loro diritti che non sono diritti di sopraffazione, ma di una vita civile a fianco ad una tecnologia che avanza sempre di più e di fronte alla quale il consumatore non deve essere angosciato ma deve avere conoscenza.

Quanto incide l’ECCG sull’azione dell’Ue, soprattutto sulle direttive recepite ultimamente e quanto è importante l’aggiornamento delle associazioni dei consumatori nazionali e locali, nel merito del legame con l’UE?

All’inizio la politica dei consumatori è stata trainata soprattutto dai Paesi del Nord, quindi Danimarca, Svezia e Gran Bretagna che sono i Paesi dove quest’operazione è cominciata già da tempo, seguendo il modello americano. Ad esempio in Danimarca risale agli anni ’40. Poi quando l’Europa si è allargata ed è stato costituito questo meccanismo, in cui io sono dentro fin dalle origini, le associazioni dei consumatori hanno capito sempre di più che l’essere in Europa dipendeva anche dalla capacità che ogni Paese aveva di vigilare sulla tutela dei cittadini. pensiamo al lavoro dell’antitrust e a tutti gli organismi e le autorità di controllo. Questo meccanismo di è rafforzato sempre di più e tutti gli altri Paesi hanno raggiunto quelli che della politica dei consumatori ne avevano fatto una bandiera.

Le associazioni dei consumatori vengono ascoltate a tutti i livelli?

Certo, la problematica dei vari Paesi viene rilevata immediatamente dalle associazioni dei consumatori; cioè se un meccanismo comunitario funziona o meno, ad esempio la direttiva sul credito al consumo, viene visto in un primo momento dalle associazioni dei consumatori. L’integrazione la si fa con tutti gli operatori; noi italiani siamo svantaggiati per il fatto che, mentre tutti gli altri paesi hanno un rappresentante dei consumatori anche all’interno del Comitato Economico e Sociale. Noi ancora oggi non abbiamo un rappresentante italiano perché quando il loro presidente del CNCU fece le nomine il Governo italiano di allora non mandò la nomina per il nostro Paese e questa è una vergogna. I consumatori possono davvero dare impulso allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Guardando al futuro, quali sono le direttive in cantiere che potrebbero essere recepite prima dell’estate?

Per il nostro Paese sarà molto importante la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che è entrata in vigore nel settembre dell’anno scorso, e che ancora è molto sottovalutata. Questa direttiva sta cambiando tutto il mondo della pubblicità, perché le pratiche commerciali sleali sono nei meandri di molti provvedimenti e rappresentano oggi la frontiera della comunicazione.

E la direttiva sulla class action?

Quella è stata rimandata a gennaio, probabilmente dovrà essere rivisto qualcosa. Noi ovviamente ci auguriamo che passi a livello europeo e preferiamo chiamarla azione risarcitoria collettiva, così che il cittadino possa coglierne meglio l’importanza.

a cura di Antonella Giordano

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