Internet: via libera a nascita nuova industria contenuti digitali

Il mercato delle telecomunicazioni italiano incide fortemente sul prodotto interno lordo rispetto agli altri paesi, e siamo solo secondi rispetto ai britannici. Il Ministro per l’Innovazione per le Tecnologie, Lucio Stanca, evidenzia così il ruolo dell’ICT. Illustrando, oggi a Roma, il rapporto sui contenuti digitali nell’era di internet redatto dalla Commissione interministeriale presieduta da Paolo Vigevano, Stanca ha poi evidenziato come "grazie alla larga banda,disponiamo di moderne autostrade digitali con tassi di crescita tra i primi in Europa, ma non abbiamo ancora sviluppato un’adeguata industria di contenuti digitali". Un settore che nel nostro paese incide sul Pil per solo l’1,1%, contro l’1,)% della Francia, il 2,3% della Germania, il 3% della Gran Bretagna e il 3,8% degli Usa.

Per il Ministro Stanca stiamo vivendo una vera conversione industriale, una discontinuità epocale che incide su vari settori legati al mondo dei media e alla cultura. Questo sistema ha fatto porre ai redattori del rapporto, quello che il ministro chiama "dilemma digitale" ovvero lo squilibrio tra la volatilità della diffusione dei contenuti e la tutela della proprietà intellettuale. La prima richiede nuovi strumenti e prospettive per la tutela del diritto d’autore, che è alla base dello sfruttamento economico da parte di autori ed editori.

Il ministro Stanca ha poi difeso strenuamente il made in Italy della Rete. "Dobbiamo assolutamente evitare – ha spiegato – che gli ingenti contenuti del nostro patrimonio artistico, culturale e ambientale vengano proposti in internet e subiscano un’improvvida delocalizzazione"."Nello stesso tempo – aggiunge Stanca – si deve proteggere il valore della proprietà intellettuale, combattendo contro ogni forma criminale, ma non criminalizzare chi privatamente scarica qualcosa dai siti web".

Il rapporto evidenzia quattro filoni di intervento che intendono incoraggiare accordi specifici tra le parti per una maggiore collaborazione tra gli operatori, e redigere norme legali con l’obiettivo di "non criminalizzare il Peer-to-peer (PP), comunicare e sensibilizzare i cittadini sulle norme che comportano illeciti nel download di brani musicali o di film da internet, impegnare le istituzioni affinché sia sviluppato il mercato dei contenuti digitali, in modo che l’Italia possa ridurre la distanza rispetto gli altri Paesi". Insomma, internet, secondo il ministro Stanca, deve essere sempre più "popolare".

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