Intervista a Erin Brockovich

"La consapevolezza è l’arma più grande che i cittadini hanno a propria disposizione". Così Erin Brockovich, testimone della più importante Class Action negli Stati Uniti, intervenendo oggi a Roma al convegno di Federconsumatori, "20 anni di Federconsumatori: riflessione sulla evoluzione del consumerismo nel nostro Paese". La situazione italiana, la sua personale battaglia e l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Questi alcuni degli argomenti affrontati con i giornalisti dalla celebre paladina americana.

In Italia si sta andando nella direzione della class action. Oggi Martinat ha dichiarato che entro ‘la fine dell’anno si arriverà ad un regolamento mirato per rendere operativa la class action”. Cosa ne pensa?

E’ una buona idea. Negli Stati Uniti abbiamo alcune società idriche privatizzate ma a loro è richiesto di effettuare delle verifiche e dei report. Se l’acqua viene privatizzata e non viene effettuato nessun reale controllo, allora si che questo è un vero problema. L’importante è garantire la sicurezza dei consumatori. Abbiamo bisogno di controlli veri nei nostri sistemi non possiamo consentire ad uno sconosciuto di poter vincere, se uno si vuole arricchire non lo deve fare sulle spalle dei cittadini. Il caso degli Stati Uniti non e’ isolato, ci sono voci che devono essere ascoltate, l’ostacolo è quello di scendere in campo e far si che le comunità possano parlare ad alta voce, alzarsi ed esprimere le proprie idee. La consapevolezza è l’arma più grande che i cittadini hanno a propria disposizione".

Le persone hanno paura di parlare con lei, di denunciare le grandi industrie per cui lavorano?

E’ una battaglia incessante, continua e si sa…gli esseri umani sono esseri umani. E’ nella natura umana preoccuparsi e quindi è normale che i dipendenti pensino al loro lavoro. Credo però che non sia giusto dover subire delle conseguenze negative per il solo fatto di denunciare situazioni reali che stanno vivendo. Ci sono però persone che decidono di non parlare, rimangono silenti, altre invece hanno fiducia in me perché si rendono conto che il loro stesso silenzio mette a repentaglio la loro vita e quella dei loro bambini. Sicuramente parleranno, magari in un secondo momento ma parleranno. Quando si vede qualcosa che non va bisogna, dire, alzarsi! Le industrie che mettono a repentaglio la vita delle persone devono essere punite. Bisogna che i consumatori siano protetti ,che abbiano tutte le informazioni necessarie. Noi non mettiamo necessariamente contro i consumatori e industrie, non bisgna fare per forza una class action ma è importante che le persone sappiano che possano essere protette. Ecco spesso capita che le persone non vogliano parlare inizialmente ma poi cambiano idea.

Cosa ne pensa dell’America di Obama, crede che ci sarà un cambiamento?

"Barack Obama dovrà affrontare molte sfide da presidente degli Stati Uniti, ma la più grande sarà quella di realizzare davvero un governo a favore della gente e dei ceti svantaggiati. Durante la campagna elettorale ha fatto molte promesse e dovrà affrontare molte sfide. Ma questo sarà un governo forte a favore della gente e dei ceti più svantaggiati e questa forse é la sfida più grande che dovrà affrontare. Sarà sen’alltro un processo lungo, lento ma noi speriamo che cambieranno molte cose e il mondo risponderà a questi cambiamenti".

Quali consigli darebbe ai colleghi italiani sul consiglio del conflitto di interessi nell’informazione?

Che dire…non sono la persona giusta. Credo che ci sono sempre conflitti di interessi, non sempre si riesce a raggiungere un’intesa ma sicuramente potete unire le vostre forze e capire che potete fare qualcosa di buono per i vostri cittadini.

Di Laura Muzzi

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