Italiani critici su tlc e pa

Maglia nera alle telecomunicazioni per il terzo anno di fila. Il settore delle tlc, infatti, è risultato il servizio più criticato dai cittadini nel 2008: i cittadini in questione sono quelli che si sono rivolti al Pit servizi di Ciattdinanzattiva che oggi ha presentato la IX Relazione dal titolo – significativo – "I consumatori pagano il conto". Al secondo e terzo posto di questa classifica "all’ingù" si piazzano, rispettivamente, la pubblica amministrazione e i servizi pubblici locali. "La Relazione è solo il punto di partenza – ha commentato Teresa Petrangolini – segretario generale dell’Associazione – che indica la strada da percorrere per il futuro. Cittadinanzattiva sarà impegnata nel futuro a rafforzare il sistema di tutela, a rafforzare il ruolo delle Autorità di Vigilanza che devono essere sempre più indipendenti, tempestive e trasparenti. Infine è necessario rafforzare il ruolo dei cittadini tramite la valutazione e la partecipazione civica".

Il Pit ha raccolto nell’anno passato 8330 segnalazioni, +25% rispetto al 2007 quando erano stati "solo" 6643 i cittadini a rivolgersi al servizio di Cittadinanzattiva che fornisce gratuitamente ai cittadini assistenza e tutela dei diritti nei servizi di pubblica utilità. Il 36% dei cittadini che si rivolgono al Pit, che nel 48% dei casi provengono dal Sud e dalle Isole, hanno bisogno di essere assistiti perché da soli non riescono a risolvere i disservizi che hanno subito; il 24 % richiede, invece, una consulenza; un altro 24% un’informazione infine il restante 16% mette a conoscenza l’Associazione di un reclamo inoltrato alla Società. Quanto allo status dei casi, si registra un successo di Cittadinanzattiva che nel 70% delle volte è riuscita a risolvere il caso soppotosto; il 17% dei casi è avviato a soluzione; il 10% è pendente e il 3% è la quota dei casi che non sono rivolti direttamente all’Associazione per cui non si prevede un intervento diretto.

Elementi ricorrenti per cui i cittadini hanno scelto di rivolgersi al Pit sono i più svariati e sono stati ricompresi sotto queste categorie: l’aumento del costo della vita e la conseguente perdita del potere di acquisto relativamente a quelli che sono considerati beni di prima necessità come la luce, il gas o l’acqua; l’impossibilità di accedere o sostenere i costi dei servizi; la crisi dei diritti; l’inadeguatezza delle forme di tutela; la "controriforma" Bersani. I disservizi sono stati valutati e classificati tenendo presente la Carta dei Diritti dei Cittadini che Cittadinanzattiva ha promosso nel 2000 e nella quale sono elencati i diritti fondamentali che dovrebbero essere sempre garantiti ai cittadini. Ebbene, i diritti più frequentemente violati sono il diritto all’informazione (particolarmente nei settori delle tlc, della pubblica amministrazione e dell’energia); il diritto al servizio (particolarmente nei settori delle tlc, dei servizi locali,e dei trasporti) e il diritto alla sostenibilità economica (particolarmente nei settori bancario, dell’energia e delle telecomunicazioni).

Ritornando alla classifica dei settori più criticati, diamo uno sguardo ai singoli settori soffermandoci sui primi tre della lunga lista rimandando al sito dell’Associazione per una più approfondita analisi: nel settore delle telecomunicazioni – che ricordiamo si classifica al primo posto della classifica dei più criticati – gli ambiti dove si riscontrano le maggiori criticità sono la telefonia fissa (61%), telefonia mobile (25%), internet (11%) e pay tv (3%). Nel settore della pubblica amministrazione gli ambiti peggiori sono: multe (27%), fisco (23%), pratiche amministrative (20%), welfare (15%), sicurezza (13%) e la giustizia (3%). Nel settore dei servizi pubblici locali, infine, i disservizi principali riguardano l’acqua (56%), i rifiuti (16%) e il trasporto pubblico locale (11%).

di Valentina Corvino

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