LAVORO. Fiat, Adiconsum: “Sbagliato e demagogico minacciare il boicottaggio”

E’ partito ieri sera alle ore 22 e terminerà oggi alle ore 19.30 il referendum degli operai di Mirafiori, lo storico stabilimento torinese della Fiat. La polemica tra i sostenitori del sì e quelli del no all’accordo proposto dall’ad di Fiat, Sergio Marchionne, è accesa ormai da giorni. Sulla questione sono intervenute anche le Associazioni dei consumatori.

Adiconsum considera "sbagliato e demagogico minacciare il boicottaggio, come proposto da alcune Associazioni, alle imprese che investono nel nostro Paese, garantendo con ciò sviluppo occupazione e quindi reddito e consumi". "Ogni giorno – dichiara Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum – leggiamo dati drammatici sulla situazione del nostro Paese. La disoccupazione che cresce, i consumi che calano, i servizi sociali che vengono messi in discussione, il debito pubblico sempre più elevato e tutti noi sappiamo che la via per lo sviluppo significa soprattutto più investimenti, più ricerca soprattutto nel settore manifatturiero dove l’effetto della globalizzazione sta producendo rilevanti spostamenti di produzione dall’Europa ai Paesi a basso costo".

Il Segretario nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, considera "irresponsabili le posizioni, anche di Associazioni dei Consumatori, che incitano al boicottaggio dei prodotti Fiat e che probabilmente non hanno neanche letto l’Accordo Fiat, che non lede i diritti dei lavoratori, bensì tutela il primo diritto degli stessi: il diritto al lavoro. Di fronte ad un miliardo di ore di cassa integrazione, alla disoccupazione crescente, soprattutto nelle fasce giovanili, è irresponsabile e figlio di culture morte nel secolo scorso, fomentare il boicottaggio. Occorre quindi apprezzare e valorizzare le imprese che investono risorse rilevanti per mantenere le produzioni nel nostro Paese – aggiunge Giordano – Solo così si sviluppa produzione e produttività e quindi reddito per le famiglie italiane che così riprenderanno a realizzare consumi sempre più responsabili ed atti a far ripartire l’economia del Paese.

Landi ricorda che "altri settori del manifatturiero hanno avuto nel passato il problema della concorrenza globale (v. settore tessile e abbigliamento) e tutte le piattaforme avevano come primo punto "maggiori investimenti con un maggiore utilizzo degli impianti per salvaguardare l’occupazione. Non si capisce per quale ragione un maggior utilizzo degli impianti venga demonizzato nel caso Fiat quando in interi settori è un dato acquisito".

Per Adiconsum un maggior utilizzo degli impianti si pone anche in altri servizi pubblici, come la sanità, dove costosissimi macchinari sono utilizzati poche ore al giorno con attesa per visite specialistiche di mesi o di anni. "Se c’è un aspetto da demonizzare – conclude l’Associazione – è chi disinveste in Italia (come molte multinazionali) e non come quelle che investono, come Fiat".

 

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