LAVORO. Le novità introdotte dal ddl “collegato lavoro”: cambia la 104

Con il disegno di legge "collegato lavoro" alla manovra finanziaria 2009, approvato dal Senato il 3 marzo scorso e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sono cambiate alcune regole sull’organizzazione del lavoro. In particolare il ddl introduce novità su aspettative, congedi e permessi, sull’assistenza ai portatori gravi di handicap, sulle procedure di conciliazione e di licenziamento, sui lavori usuranti e sul sommerso.

Dunque, l’aspettativa non retribuita per i dipendenti pubblici potrà essere di un periodo massimo di 12 mesi. Nelle controversie individuali di lavoro viene introdotta la clausola compromissoria che affida la risoluzione ad un collegio arbitrale, invece che al Giudice del lavoro. Il lavoratore licenziato può impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla sua comunicazione, ma nei successivi 180 deve proporre ricorso davanti al Giudice del lavoro altrimenti l’impugnazione decade.

E’ stato modificato, poi, l’articolo 33 della Legge 104, quella sui permessi per assistere i disabili gravi. Possono usufruire dei permessi soltanto i parenti e gli affini di terzo grado della persona disabile, a condizione che questa non sia ricoverata a tempo pieno e che gli altri familiari abbiano compiuto 65 anni d’età, siano affetti da patologie invalidanti, o siano deceduti.

Inoltre, il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona disabile, mentre per l’assistenza al figlio con handicap grave il diritto è riconosciuto a entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente.

Sono scomparsi dalla normativa i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa richiesti, in precedenza, nel caso il lavoratore non fosse convivente con la persona disabile. Tutti quelli che non rientrano in questa casistica, e che finora hanno fruito dei permessi grazie alla precedente normativa, si vedranno revocare le agevolazioni concesse.

E il datore di lavoro o l’Inps possono richiedere controlli, mentre le pubbliche amministrazioni devono comunicare al dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio i nominativi dei dipendenti cui sono accordati i permessi in base alla legge 104. Lo scopo di questo è l’istituzione di una banca di dati che consenta di avere il quadro della spesa sostenuta dallo Stato per questo genere di benefici.

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