LAVORO. Morti bianche, ANMIL al Ministro Damiano: “Più tutela per vedove ed orfani”

Cresce il numero di incidenti sul posto di lavoro. All'indomani dell'ennesima tragedia mortale, l'Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi del Lavoro, scrive una lettera al Ministro del Lavoro e della previdenza sociale Cesare Damiano, per chiedere più garanzie ai familiari delle vittime. In particolare l'ANMIL chiede più tutele economiche ed un posto di lavoro per le vedove e gli orfani. "Il Parlamento ed il Governo – afferma Pietro Mercandelli, Presidente dell'Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi del Lavoro hanno il dovere morale di inserire in questa legge finanziaria per il 2007 norme per facilitare l'assunzione al lavoro dei familiari delle vittima delle 'morti bianche', ai quali basterebbe applicare i benefici già previsti per le vittime del terrorismo".

 

Nel 2005 L'Inail ha registrato 939.566 di infortuni sul lavoro, di cui 8.382 a carico di giovani sotto i 17 anni. I morti sono stati 1.280. "Chiediamo a tutte le Istituzioni – prosegue Mercandelli – un fermo e immediato impegno per il miglioramento qualitativo della tutela delle vittime del lavoro, superando ogni formalismo economico, affinché non siano risparmiate risorse, peraltro esistenti nelle casse dell'INAIL, per alleviare la sofferenza e per rispondere ai bisogni delle famiglie dei morti sul lavoro". Il Presidente dell'ANMIL ha chiesto "di guardare alla drammatica situazione ed allo stato grave di necessità in cui versano i familiari superstiti dei caduti sul lavoro, ma anche le mogli ed i figli di coloro che invece rimangono permanentemente inabili la cui vita cambia radicalmente". "E' dal 1999 che aspettiamo una disciplina organica – conclude Mercandelli – che riesca a garantire almeno un'occupazione ai familiari di chi sul lavoro ha trovato la morte o l'inabilità assoluta per il resto della sua vita, ma ancora siamo in attesa, mentre i morti sono 1.300 l'anno e gli inabili al 100% assommano attualmente, per infortuni avvenuti in anni precedenti, quasi 8.000".

 

Cosa prevede la normativa attuale. Le prestazioni economiche riconosciute dall'Inail alle vittime di incidenti sul lavoro ed ai superstiti:

-Una somma erogata in capitale dall'INAIL per risarcire un infortunio con postumi di invalidità compresi tra il 6 ed il 15% (da 4.800 EURO ad un massimo di 47.250 euro).

-Per le invalidità di grado superiore al 15% riconosce una rendita vitalizia erogata mensilmente il cui calcolo si basa sulla percentuale di invalidità riconosciuta dai medici INAIL e sulla retribuzione percepita dal lavoratore l'anno precedente l'infortunio.

-Alla moglie o al marito di chi muore a causa di incidente sul lavoro l'INAIL riconosce una rendita vitalizia mensile di importo compreso tra 534 euro e 992 euro al mese che corrisponde in pratica al 50% della retribuzione del lavoratore.

-Inoltre per ogni a carico fino alla maggiore età o, in caso di studio, comunque fino ad un massimo di 26 anni viene riconosciuto un ulteriore 20% della retribuzione.

-In caso di assenza di familiari a carico, per il decesso di un lavoratore dall'INAIL non è dovuto alcunché ai familiari tranne le spese funerarie.

La legge finanziaria 2007.

-Sono previste nuove norme per il contrasto al lavoro nero e la regolarità del rapporto di lavoro, che indirettamente incidono sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

-Per campagne di informazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è previsto che possano essere utilizzati anche fondi che finora hanno finanziato studi e ricerche sulla stessa materia (in tutto circa 10 milioni di euro).

-Il Ministro Damiano ha annunciato 100 ispettori del lavoro in più, ma la norma non c'è ancora (costo presunto 3 milioni di euro).

-Non è previsto alcun investimento aggiuntivo in prevenzione degli incidenti sul lavoro, né alcuna spesa per il miglioramento delle prestazioni o della tutela in favore delle vittime. Anzi, fondi INAIL destinati a favorire il reinserimento al lavoro degli infortunati vengono dirottati a finanziare la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Per l'ANMIL sarebbero invece assolutamente necessari investimenti aggiuntivi per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la tutela delle vittime, valutabili in circa il 3% dell'intervento per la riduzione del cuneo fiscale (a regime circa 300 milioni annui).

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