LAVORO. Rapporto Isfol: occupazione italiana lontana dalla media europea

Il tasso di occupazione in Italia è al 58,7%, lontano dagli obiettivi di Lisbona ed inferiore alla media dei Paesi Ue che è al 65,4%. La crescita dell’occupazione durante il primo semestre 2008 è stata inferiore all’1%, ma per i prossimi 4 anni le stime occupazionali segnalano un aumento di 1,2 milioni di unità, concentrate in alte professionalità e basse qualifiche professionali.

E’ quanto contenuto nel Rapporto Isfol, l’Istituto per la formazione professionale dei lavoratori, presentato oggi a Roma. Il Rapporto registra una consistente quota del sommerso, con un milione 480mila lavoratori maschi "in nero", con quote elevate nel settore dei servizi (64%) e nel Mezzogiorno (50,3%). Per quanto riguarda il lavoro delle donne italiane si registra un quadro di atipicità e discontinuità e l’occupazione femminile in Italia è lontana 10 punti dall’obiettivo di Lisbona del 60%.

I dati sulla formazione sono un po’ più positivi: per la prima volta in Italia i lavoratori diplomati raggiungono il 60% della forza lavoro complessiva. E sono in aumento anche i lavoratori in possesso di un titolo universitario (15,7%). Ma cresce il fenomeno dell’abbandono scolastico, nei giovani tra i 18 e i 24 anni, cioè il doppio rispetto al 10% fissato da Lisbona; l’Isfol stima a 150-155mila gli adolescenti che non sono inseriti in alcun percorso formativo. Cresce del 5,6% il numero delle matricole universitarie; i giovani italiani sembrano prediligere le facoltà del gruppo scientifico, mentre calano gli aspiranti avvocati e giuristi (-15%).

Alla presentazione del Rapporto Isfol è intervenuto il Ministro del lavoro, salute e politiche sociali Maurizio Sacconi, che ha sottolineato la necessità di allargare gli ammortizzatori sociali e i loro fruitori, visto che "andiamo incontro ad un anno molto difficile, probabilmente cresce la disoccupazione che può colpire soprattutto le parti deboli del mercato del lavoro". "Dobbiamo provvedere – ha detto Sacconi – allargando le forme di integrazione del reddito e lo faremo con la manovra dei prossimi giorni. La prima cosa da fare è proteggere il reddito dei molti che potrebbero risultare disoccupati in questa difficile transizione della nostra economia e di tutte quelle industrializzate, facendo in modo che il sussidio si accompagni sempre ad attività di formazione".

Il Ministro ha insistito anche sulla formazione. "E’ importante che insieme a queste forme di protezione del reddito, ci siano anche politiche di formazione attraverso un accordo con le Regioni".Sacconi si è soffermato anche sullo squilibrio dell’occupazione femminile rispetto a quella maschile. "E’ cresciuta negli ultimi anni più di quella maschile grazie alle leggi Treu e Biagi – ha sottolineato il ministro – ma rimane ancora molto bassa. Bisogna agire sui servizi di cura all’infanzia diffondendoli molto di più anche attraverso le reti interfamigliari e flessibilizzando l’orario perché quello rigido tende a punire soprattutto la donna nel mercato del lavoro".

Per scaricare il rapporto cliccare qui

 

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