LAVORO. Rapporto Ue: nel 2008-2009 rallenta la crescita dell’occupazione

Durante il quarto trimestre del 2007 nell’Ue l’occupazione totale è aumentata di 3,3 milioni rispetto all’anno precedente, coinvolgendo nel mondo del lavoro circa 224,5 milioni di persone. I disoccupati, dunque, sono scesi a 16,1 milioni durante il primo trimestre del 2008. Tuttavia dopo i buoni risultati registrati all’inizio del 2007, la crescita trimestrale del lavoro si è dimezzata durante l’ultimo trimestre dello stesso anno, passando da un +0,4% a un +0,2%. Comunque la crescita annuale si è mantenuta all’1,5% e le recenti previsioni lasciano intravedere un tasso di disoccupazione che potrebbe raggiungere il suo livello più basso nel 2008.

Durante il primo trimestre di quest’anno la disoccupazione è scesa al 6,7%, mentre nel 2007 è stata del 7,4%. La Polonia, in particolare, ha registrato un calo del 2,7% nel corso dell’anno. La Spagna ha osservato, invece, un aumento di un punto percentuale del tasso di disoccupazione, che ha portato il paese al secondo posto per la disoccupazione più elevata, dietro la Slovacchia. Sono i dati pubblicati oggi nel Rapporto trimestrale sul mercato del lavoro dell’Ue dalla Commissione Ue.

Dall’analisi risulta, insomma, un mercato del lavoro che, all’interno dell’Unione europea continua a segnare solide performance, anche se il ritmo dei miglioramenti sembra rallentare. I costi orari del lavoro, in valore nominale, sono aumentati del 3,5% durante l’ultimo trimestre del 2007, soprattutto a causa del forte aumento dei salari nei Stati di nuova adesione. Tuttavia, tenuto conto delle tendenze alla crescita della produttività e all’inflazione, il costo unitario reale del lavoro nell’Ue non è cambiato di molto. L’economia dell’Unione europea che finora ha resistito, dovrebbe subire un rallentamento nel 2008-2009 e il ritmo di crescita dell’occupazione sarà più lento e la diminuzione del tasso di disoccupazione avrà un arresto.

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