LIBERALIZZAZIONI. Adusbef e Federconsumatori: “Consolidare i primi due provvedimenti”

Ad otto mesi dalla prima "lenzuolata" Bersani, Adusbef e Federconsumatori mettono in risalto i problemi dell’attuazione delle liberalizzazioni. I 4.800 notai – si legge in una nota – restano esattamente gli stessi e con analoghe tariffe a spartirsi 1 milione di compravendite immobiliari l’anno; per prendere un taxi nelle grandi città, specie nelle ore di punta e quando piove, occorre aspettare quasi quanto prima; per i passaggi di proprietà si spende ancora un patrimonio di 350-400 euro,spesso superiore al valore del bene trasferito; le penali sui vecchi mutui non sono state eliminate e neppure i costi di trasferimento dei titoli "dematerializzati" da una banca all’altra che arrivano anche ad 80 euro per singolo titolo; i tassi sui conti correnti e libretti di deposito, sono sotto zero, mentre i mutui a "tasso variabile" sono rincarati anche di 2.000 euro l’anno,creando gravissime difficoltà a migliaia di famiglie indebitate a tasso variabile, per i cattivi consigli banche.

La seconda "lenzuolata" di qualche giorno fa, che le due associazioni hanno appoggiato senzariserve – come la prima di luglio- calcolandone un impatto positivo di circa 1.000 euro a famiglia, doveva – tra l’altro- puntualizzare meglio l’eliminazione delle penali sui mutui,almeno per quelli contratti dal 2 febbraio 2007,mentre per i vecchi mutui rimanda ad un tavolo negoziale; abrogare gli odiosi costi di ricarica dei telefonini e delle carte telefoniche pre-pagate; liberalizzare il mercato assicurativo mediante l’agente plurimandatario; abrogare la commissione di massimo scoperto in ossequio a sentenze di Cassazione.Mentre milioni di consumatori rivolgono la loro protesta alle associazioni ed ai giornali, ritenendo che non siano più dovuti gli odiosi costi delle ricariche dei telefonini,una vera e propria "tassa sui poveri" incamerata dalle compagnie telefoniche, sopravvenute quanto inesistenti esigenze tecniche, frutto di pressing di interessi,cercano di rimandare a luglio o a settembre,l’entrata in vigore del decreto che abolisce i costi di ricarica,previsto per il 2 marzo 2007.

Adusbef e Federconsumatori, ritenendo una vera iattura per lo stesso Governo oltre che per i consumatori, l’eventuale rinvio del decreto sulle ricariche, rivolgono un appello al ministro Bersani, affinché non ceda alle potenti pressioni delle lobby economiche, per rimandare alle calende greche provvedimenti di grande impatto economico sulle tasche dei cittadini. È necessario, quindi, consolidare i primi due provvedimenti prima di procedere ad altri.Quando si fanno annunci sui conti correnti bancari (la stessa Segolene Royal, nei 100 punti alle presidenziali francesi,ha posto analoghi problemi sulle banche,comuni ai cittadini europei),sui mutui o sulla telefonia,ogni passo indietro significa mettere a repentaglio la stessa credibilità del Governo, che può essere acquisita di nuovo,a patto di mantenere gli impegni con i cittadini.

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