LIBERALIZZAZIONI. Agenti assicurativi: una ventata di innovazione. Ma l’ANIA non è d’accordo

"I recenti provvedimenti approvati dal Governo hanno introdotto una ventata di vera innovazione nel contesto del settore". E’ quanto afferma Tristano Ghironi, presidente nazionale SNA – Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione – che ha aperto oggi a Roma il congresso nazionale facendo il punto della situazione alla luce delle recenti liberalizzazioni che prevedono la figura dell’agente plurimandatario. E mentre Ghironi ha lodato il provvedimento, l’ANIA – l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici – attraverso il suo presidente, Fabio Cerchiai, intervenuto al convegno, ha ribadito la sua contrarietà al decreto legge e al disegno di legge del Governo sulle liberalizzazioni.

Al convengo del Sindacato Nazionale Agenti di Asicurazione è intervenuto anche Alex Soto, presidente dell’IIABA, la più grande associazione nazionale degli Stati Uniti di agenti di assicurazione indipendenti. E Rosario Trefiletti della Federconsumatori: "Vi sembra che stiamo discutendo delle liberalizzazioni del barbiere? Oppure si sta toccando fondamentali questioni che attengono a uno sviluppo qualitativamente superiore? E’ stato necessario presentare il voto di fiducia! Sono adirato ed irritato. E deve scomparire la parola utente: bisogna che i cittadini diventino clienti. Dobbiamo andare verso processi di maggiore qualità e competizione dove il cittadino è al centro di un processo di scelta. Noi vogliamo l’agente plurimandatario e vogliano una crescita professionale importante". Tutto questo mentre all’esterno del convegno i rappresentanti sindacali dei lavoratori dipendenti di imprese e agenzie di assicurazione protestavano per il rinnovo del contratto di lavoro.

Nella sua relazione il presidente dello SNA ha ricordato potenzialità e difficoltà di sviluppo del mercato assicurativo: "Le difficoltà di sviluppo sono da ricercare, a nostro avviso, nella marcata concentrazione dei Gruppi assicurativi italiani, poco propensi per loro natura all’innovazione dei prodotti e alla riduzione complessiva dell’offerta assicurativa. A questi elementi – ha aggiunto Ghironi – se ne aggiunge un altro determinante, costituito dall’esiguo numero di compagnie autorizzate ad operare in Italia (239), poco più di un terzo rispetto a quelle che operano in Germania (670) e addirittura un quinto di quelle attive nel Regno Unito (1170)". E dopo aver ricordato la carenza passata della classe dirigente, Ghironi ha aggiunto: "Va tuttavia rilevato che i recenti provvedimenti approvati dal Governo hanno introdotto una ventata di vera innovazione nel contesto del settore. Queste innovazioni, da lungo tempo attese e ormai mature in ambito sia nazionale che europeo, hanno mutato in modo significativo alcuni scenari e aperto nuove problematiche e prospettive per l’attività professionale dell’intermediario assicurativo". Le tre novità indicate sono l’abolizione e il divieto dell’esclusiva agenziale e la legittimazione del plurimandato, l’indennizzo diretto degli assicurati da parte della compagnia assicuratrice, la revisione del sistema delle Autorità Garanti con la soppressione dell’Isvap.

"La caduta e il divieto delle clausole di ‘esclusiva di marchio’ che vincolavano l’agente di assicurazione a promuovere i prodotti di una sola compagnia mandante, costituisce una importante ed efficace misura di liberalizzazione del mercato assicurativo – ha commentato Ghironi – Viene così a cadere un’invisibile, ma invalicabile limite alla libera concorrenza costituito, appunto, dalla ‘monopolizzazione’ delle reti di vendita, mediante le ‘clausole di esclusiva’. In tale mutato contesto le compagnie, soprattutto le più dinamiche ed innovative, potranno ricercare possibili collaborazioni con agenti senza limite alcuno, e, dunque, aumentare la concorrenza, l’offerta e la tipologia di prodotti, a vantaggio della facoltà di scelta dei consumatori". Secondo il presidente del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione le norme liberalizzatrici collocano il paese in una posizione avanzata e permettono di "emergere dalle secche di un mercato complessivamente chiuso e scarsamente concorrenziale, come evidenziato sia dalle ripetute indagini dell’Antitrust nazionale che da quelle recentissime della Commissione europea". Nel suo discorso ha sottolineato anche "i pericoli e le difficoltà operative" affrontate nel meridione d’Italia facendo dunque appello all’intervento del Governo e delle Istituzioni.

Ma quali sono i dati del mercato assicurativo italiano? Questo "si caratterizza in Italia – ha detto Ghironi – per la marcata concentrazione dei marchi che raccolgono la quota maggioritaria del portafoglio assicurativo dei rami danni, nei quali i primi 10 Gruppi si assicurano il controllo dell’83,67% dei premi totali. E la situazione non è diversa nel ramo vita, nel quale i primi 10 Gruppi raccolgono l’81,40% del montepremi complessivo".

Diverso l’orientamento verso le liberalizzazioni che ha espresso Fabio Cerchiai, presidente ANIA, che ha ricordato il ricorso presentato alla Commissione europea avverso al decreto Bersani e al disegno di legge: "a nostro avviso – ha detto – sono inopportuni e impropri perchè introducono divieti e non liberalizzazioni. Sono illegittimi perchè sono contro la normativa comunitaria. Sono incoerenti perchè non tengono conto che nel settore vita la legge italiana e la direttiva comunitaria prevede come caratteristica essenziale il monomandatario. A mio avviso questi interventi saranno dannosi per gli operatori e temo anche per i consumatori. Provocano un vulnus alla contrattazione collettiva fra le parti, ingenerano timori nei mercati finanziari, indeboliscono la capacità di competere dell’industria assicurativa nazionale". Un’opinione che non è condivisa dal presidente dello SNA: "Non condivido il 99,9% di quello che ha detto. Ma non bisogna mai rinunciare al confronto".

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