LIBERALIZZAZIONI. Agroalimentare, le categorie non vedono ancora effetti positivi

Secondo il 55% dei fruttivendoli il settore agroalimentare complessivamente non ha subito variazioni rispetto al passato a seguito delle liberalizzazioni, fatta eccezione per i prezzi applicati che hanno subito addirittura un peggioramento. La pensano così anche i panificatori almeno secondo quanto è emerso da due indagini, commissionate dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) all’IPSOS, presentate in questi giorni a Benevento.

I dati sugli effetti delle liberalizzazioni nel settore sono stati resi noti nel corso del convegno "Liberalizzazioni e agroalimentare" organizzato nell’ambito del progetto finanziato dal ministero dello Sviluppo Economico "Più concorrenza + Diritti" (www.concorrenzaediritti.it). La giornata è stata "un importante momento di confronto tra la Regione Campania, gli enti locali e le associazioni di categoria in relazione a quel controllo della trasparenza dei prezzi della filiera agroalimentare che le liberalizzazioni di Bersani affidano per la sua concretizzazione proprio agli enti locali. Regioni, Provincie e soprattutto Comuni sono chiamati ora ad avviare un confronto costruttivo con i consumatori e le imprese su come sfruttare le opportunità della legge Bersani", ha detto Francesco Luongo, Presidente di MDC Benevento e segretario nazionale dell’associazione.

Ancora lunga è dunque la strada per vedere notevoli risultati nel settore. "Perché siano più evidenti gli effetti positivi delle liberalizzazioni in questi settori, soprattutto per quello che riguarda i prezzi, – ha commentato il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Antonio Longo – è necessario più tempo, ma è anche indispensabile rafforzare il ruolo di Mister Prezzi nella sorveglianza della dinamica dei prezzi e, soprattutto, dotarlo di poteri sanzionatori con efficacia immediata".

Per la maggior parte degli intervistati (55%) il settore dei prodotti agroalimentari nel suo complesso si è mantenuto stabile rispetto al passato, in particolare per ciò che concerne l’offerta, fatta eccezione per i prezzi applicati, che – secondo il 57% del campione intervistato – hanno subito un peggioramento contro solo l’8% che dichiara un miglioramento. Per un intervistato su 3 si conferma, invece, una situazione di stabilità. Per quanto riguarda gli effetti della liberalizzazione del pane, che abolisce i limiti alla produzione e all’apertura dei panifici, complessivamente si registra una certa stabilità (58%), seppure è possibile rilevare una sensazione diffusa di moderato peggioramento rispetto all’anno passato, in particolare in relazione al livello dei prezzi (soprattutto al Centro e nelle grandi aree urbane) giudicato in netto peggioramento da 2 intervistati su 5.

 

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