LIBERALIZZAZIONI. Antitrust, tutte le reazioni. Consumatori: avanti così

Le parole del presidente Antitrust Antonio Catricalà sull’esigenza di concorrenza nel sistema italiano e sull’analisi dei singoli mercati, con i rilievi presentati oggi durante la Relazione annuale, raccolgono il commento positivo delle associazioni di Consumatori: c’è chi vorrebbe che l’Autorità sia potenziata, chi sottolinea le ricadute in termini monetarie delle mancate liberalizzazioni sulle tasche dei cittadini, chi sottolinea la necessità di riaprire con forza la strada alle liberalizzazioni. Sul contenuto della Relazione interviene anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che pur definendo la relazione "inappuntabile" tiene a precisare l’assenza in Europa della liberalizzazione del trasporto regionale.

Un giudizio positivo viene dai presidenti di Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, per i quali "se fosse possibile, ne vorremmo due di Antitrust. Soprattutto vista la tendenza del nostro mercato a "distinguersi" per la poca trasparenza, la poca chiarezza e la scarsa concorrenza". Per le due associazioni, che chiedono "maggiore determinazione" nell’intervento sul sistema finanziario e bancario, bisogna rafforzare i poteri dell’Autorità: "Continuiamo a sostenere che, per i compiti e per i ruoli che questa Autorità svolge nel nostro Paese, dovrebbe essere rafforzata e potenziata, sia per quanto riguarda le risorse che i poteri, per poter così incidere sempre di più e meglio in direzione di una maggiore chiarezza, trasparenza e correttezza nel mercato".

"Il cammino delle liberalizzazioni è interrotto da due anni – sostiene Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori – urgono, quindi, interventi strutturali per uscire dalla crisi, che non siano di piccola portata come quelli finora attuati dal Governo. Si deve procedere immediatamente nei settori indicati dall’Antitrust: poste, trasporti, finanza, energia, e in particolar modo sui servizi pubblici locali, settore fermo da tempo a causa delle divisioni presenti all’interno del Governo". Il Movimento Consumatori sottolinea anche la maggiore consapevolezza dei consumatori e il ruolo svolto dalle associazioni dei consumatori: "Il nostro compito – conclude Miozzi – è quello di muoverci a fianco dei cittadini per l’affermazione dei loro diritti, per questo da sempre sosteniamo con forza la necessità di un intervento immediato per riaprire la strada alle liberalizzazioni".

Condivide le parole del Garante anche il Codacons. Commenta il presidente Carlo Rienzi: "La mancanza di concorrenza nel nostro paese si traduce in un danno economico per i consumatori, quantificabile in almeno 1.500 euro annui a famiglia. Basti pensare a ciò che avviene nel settore bancario e assicurativo, alle pubblicità ingannevoli, alla scarsa trasparenza nelle tariffe dei trasporti, agli operatori che in qualsiasi campo realizzano cartelli per mantenere elevati i prezzi". In particolare, secondo le stime del Codacons il danno economico da scarsa concorrenza ammonta, annualmente e per una famiglia media, a 300 euro nel settore banche, 350 per le assicurazioni, 200 per la pubblicità ingannevole, 500 per i prezzi al dettaglio e 150 per i trasporti.

L’Aduc sottolinea invece che le sanzioni dell’Antitrust, per il loro ammontare limitato a 500 mila euro, "fanno il solletico alle aziende", e chiede dunque di aumentarle portandole al 10% del fatturato. Commenta l’associazione: "La relazione annuale dell’Antitrust conferma che c’è un rapporto diretto tra investimenti pubblicitari e comportamenti commercialmente scorretti. Gestori telefonici ed energetici, case automobilistiche e banche da un lato sono quelle più presenti su tv, giornali, radio e Internet con spot e inserzioni, dall’altro riempiono i bollettini dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, con molti procedimenti che si concludono con sanzioni. L’impressione è che all’atto della pianificazione delle campagne pubblicitarie venga prevista anche la voce ‘sanzione Antitrust’, accanto alla remunerazione milionaria per il comico o campione sportivo, per il genio del marketing che si inventa lo slogan accattivante, oltre al costo per la messa in onda su tv e radio o la pubblicazione". Per l’Aduc, "purtroppo l’azione dell’Antitrust, anche per la limitata sanzione massima comminabile alle aziende scorrette (500 mila euro, imposta per legge), non è efficace a frenare l’andazzo. Un sistema che potrebbe essere rotto solo con una decisa politica che da un lato liberalizzi i settori economici, dall’altra istituisca sistemi di controllo e sanzionatori rapidi e realmente dissuasivi. Il primo passo potrebbe essere quello di elevare la sanzione massima che l’Antitrust può comminare, dagli attuali 500 mila euro a 10 milioni di euro e/o al 10% del fatturato annuo dell’azienda scorretta".

Per Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, "non è sufficiente liberalizzare affinché consumatori e Paese ne traggano vantaggio. Sono indispensabili forti e indipendenti Autorità di regolazione per il settore trasporti e acqua". Adiconsum sottolinea infatti che dei 90 milioni di euro per la mancata concorrenza e le pratiche commerciali scorrette neanche un euro è entrato nelle tasche dei consumatori che ne sono rimasti vittima. "Adiconsum apprezza la relazione del presidente dell’Antitrust Catricalà per l’operato e le indicazioni in tema di maggior concorrenza indispensabili al nostro Paese per superare la crisi – afferma l’associazione – Tuttavia è indispensabile che il contrasto alla non concorrenza ed alle pratiche commerciali scorrette non si limiti meramente alle sanzioni, ma resta indispensabile che vi sia un ritorno risarcitorio anche ai consumatori che ne sono stati vittime". Per l’associazione serve "un’Autorità nel settore trasporti che può essere abbinata all’Antitrust" e "un’Autorità nel settore acqua da abbinare all’attuale Authority per l’energia elettrica e gas che diventerebbe quindi un’Autorità delle reti".

Poi ci sono i commenti che riguardano aspetti specifici della relazione. A cominciare dall’ad di FS Mauro Moretti, che sottolinea: "In Europa non c’è ancora la liberalizzazione del trasporto regionale". Le parole di Moretti fanno riferimento al passaggio nel quale Catricalà ha detto: "Ancora chiuso agli stimoli competitivi è il settore del trasporto ferroviario dei passeggeri. Nel trasporto pubblico regionale recenti interventi normativi hanno di fatto rinviato sine die l’avvio delle gare e favorito l’incumbent negli affidamenti diretti. D’altra parte il servizio pubblico non è chiaramente definito nel perimetro e nelle modalità di finanziamento. Per questi motivi e per rispondere a una procedura di infrazione comunitaria è necessario istituire un sistema di regolazione tecnicamente adeguato e indipendente, senza il quale i vantaggi della liberalizzazione stenteranno ad affermarsi".

Nella sua relazione, Catricalà ha anche commentato: "Da tempo chiediamo di ampliare il nostro raggio di intervento in favore delle piccole e medie imprese, esposte alle stesse scorrettezze che colpiscono i consumatori". Un passaggio che per Coldiretti rappresenta "una difesa nei confronti dei nuovi poteri forti dell’agroalimentare dove poche grandi piattaforme commerciali di acquisto trattano sul mercato in abuso di posizione dominante e con prevaricazione delle centinaia di migliaia di imprese agricole che non hanno nessun potere contrattuale e sono costrette a subire formule vessatorie che mettono a rischio le condizioni di competitività della produzione Made in Italy".

L’Abi invece si difende: "L’indagine condotta dalla Banca d’Italia ha in realtà fornito un risultato fortemente diverso da quello indicato dall’Autorità Antitrust, ovvero che i prezzi alla clientela si sono ridotti, con una diminuzione media delle commissioni che è stata del 35% sui conti correnti non affidati e del 41% sui conti affidati". Secondo l’Associazione bancaria italiana, sulla mobilità della clientela i dati indicano che "sui conti correnti la mobilità è aumentata dal 7.68 del 2007 al 13.1% del 2009; sui mutui circa un quarto delle nuove erogazioni derivano da operazioni di sostituzione o surroga".

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