LIBERALIZZAZIONI. Basterà DIA per aprire parrucchiere o estetista, ma non per bar e ristoranti

Sono entrate in vigore lo scorso 8 maggio le disposizioni del decreto legislativo 59/10 di recepimento della Direttiva sui Servizi nel mercato interno (2006/123/CE), con la quale viene introdotta la dichiarazione di inizio attività (DIA) per alcune tipologie di servizi quali apertura di esercizi di vicinato e attività artigianali come parrucchieri, estetiste e lavanderia. Rimane invece il provvedimento di autorizzazione nel caso di bar e ristoranti.

"La Direttiva – si legge nella circolare esplicativa – ha indicato quale suo obiettivo prioritario l’eliminazione delle barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra Stati membri, per il cui raggiungimento prevede la semplificazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all’accesso e allo svolgimento delle attività di servizio. Ha indicato, altresì, quale principale strumento per perseguire tale obiettivo, la necessità di limitare l’obbligo di autorizzazione preliminare alle attività di servizio – sostituendolo, tutte le volte che sia possibile, con istituti semplificati – e di prevedere requisiti per l’accesso all’attività, solo nei casi in cui tale autorizzazione e tali requisiti siano giustificati da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, sanità pubblica o tutela dell’ambiente, in conformità e nel rispetto dei principi di non discriminazione, necessità, proporzionalità".

Nel caso dell’apertura degli esercizi di vicinato (+ 150 mq. nei comuni con < 10.000 ab.; + di 250 mq. nei comuni con > di 10.000 ab. ) e per le forme speciali di vendita (spacci interni, apparecchi automatici, vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione, vendite presso il domicilio dei consumatori) è stata prevista la dichiarazione di inizio attività ad efficacia immediata in luogo della comunicazione. La DIA immediata consente l’avvio dell’attività contestualmente all’invio della comunicazione al comune competente per territorio. Il decreto interviene anche per l’apertura delle attività di acconciatore, di estetista e tintolavanderia, prevedendo la Dia ad efficacia immediata.

Per quanto riguarda bar e ristoranti, il decreto prevede invece il mantenimento del provvedimento di autorizzazione nel caso di aperture, vista la necessità di garantire particolari tutele di sostenibilità ambientale e sociale, di viabilità ed ordine pubblico, nonché di tutela di aree di pregio storico ed artistico.

Ci sono però alcune attività escluse dall’applicazione della direttiva: i servizi non economici d’interesse generale; i servizi finanziari (quali l’attività bancaria, il credito, l’assicurazione e la riassicurazione, le pensioni professionali o individuali, i titoli, gli investimenti, i fondi, i servizi di pagamento e quelli di consulenza nel settore degli investimenti); i servizi di comunicazione elettronica in relazione alle materie disciplinate dalle direttive in materia; i servizi nel settore dei trasporti, ivi compresi i servizi portuali; i servizi delle agenzie di lavoro interinale; i servizi sanitari; i servizi audiovisivi; le attività di azzardo che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna; le attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri; alcuni servizi sociali (nel settore degli alloggi, dell’assistenza all’infanzia e del sostegno alle famiglie e alle persone bisognose); i servizi privati di sicurezza; i servizi forniti da notai e ufficiali giudiziari nominati con atto ufficiale della pubblica amministrazione.

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