LIBERALIZZAZIONI. Benzina, Adiconsum e UNC contestano serrata dei gestori

Parte alle 19 di stasera fino alle 7 di venerdì (in autostrada dalle 22 di oggi fino alle 22 di giovedì) la serrata dei benzinai, mentre in Sicilia lo sciopero è stato anticipato alle 19 di ieri. Ora le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra in difesa della Legge Bersani sulle Liberalizzazioni. In particolare Adiconsum e Unione Nazionale Consumatori disapprovano la protesta dei gestori, per i notevoli danni arrecati ai cittadini. Adiconsum sottolinea i vantaggi economici per le famiglie che deriverebbero dalla libera vendita del carburante. UNC, dal canto suo, invita i benzinai a risolvere il problema del problema del litro di benzina, che in realtà non è un litro: spesso infatti la quantità nominale venduta dai gestori è inferiore a quella effettivamente erogata dalle pompe.

Per Paolo Landi, segretario generale dell’Adiconsum, sono inammissibili le richieste dei benzinai. "Perché – dichiara Landi – i consumatori dovrebbero rinunciare ad un possibile risparmio di € 60,00/€100,00 annui? Il Governo aiuti i gestori a ricontrattare le condizioni di acquisto della benzina nei confronti delle compagnie, ma respinga assurde pretese che vogliono impedire la nascita di una distribuzione concorrenziale che consenta risparmi significativi sul costo della benzina".

"Lo sciopero indetto dai gestori – prosegue il rappresentante dell’Adiconsum – finisce per scaricarsi sui consumatori. La proposta dei benzinai è solo quella di chiedere alle compagnie petrolifere una riduzione del prezzo praticato ai gestori. Un obiettivo su cui i consumatori sono pienamente d’accordo, anche alla luce dei comportamenti delle compagnie nell’ultimo anno che, a fronte di una diminuzione del prezzo del petrolio del 14,5% (e se comprato in euro addirittura del 25%) hanno applicato una riduzione del costo alla pompa del gasolio del 6,71% e della benzina solo del 4,93%".

Secondo un’indagine dell’Adiconsum, la liberalizzazione del settore potrebbe portare un risparmio annuo di 60/100 euro, considerato un consumo di circa 1000 lt per una percorrenza di 10/15.000 km. In tema di carburanti l’associazione ripropone al Governo due interventi:
1) la definizione di un meccanismo trasparente di adeguamento del prezzo della pompa rispetto alle variazioni del greggio;
2) l’eliminazione delle royalty pagate dal consumatore quando fa il pieno di benzina in autostrada o quando compra il biglietto aereo e deve pagare un sovrapprezzo per il costo del carburante.

Critiche allo sciopero provengono anche dall’Unione Nazionale Consumatori. "Prima di protestare, – dichiara l’UNC – i benzinai dovrebbero darsi da fare per risolvere il problema del litro di benzina, che spesso non è un litro". "La quantità di benzina – sostiene l’associazione – viene misurata in raffineria con speciali contatori che ne riportano il volume alla temperatura standard di 15 gradi centigradi, come prescrive il decreto ministeriale 9 ottobre 1979. Giunta al deposito, la benzina in uscita, caricata sulle autobotti, viene misurata invece alla temperatura ambientale, come prescrivono sempre le norme. Poiché i carburanti si espandono con il caldo e si restringono con il freddo, ne consegue che, paradossalmente, il deposito registra e vende ai benzinai una quantità di benzina superiore a quella che gli viene fornita dalla raffineria, oppure inferiore, secondo le zone climatiche".

"Ma il balletto volumetrico – continua UNC – non finisce qui, dato che le autobotti riforniscono i benzinai sempre tramite un misuratore a temperatura ambiente. La benzina viene scaricata nei serbatoi interrati ove la temperatura è sempre inferiore a quella esterna e, quindi, si restringe, determinando un calo di giacenza che danneggia il benzinaio. L’automobilista, a sua volta, può essere danneggiato o avvantaggiato secondo le zone climatiche e le stagioni, ma sicuramente quello siciliano mette più benzina di quello valdostano".

 

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