LIBERALIZZAZIONI. Benzina, gestori abbandonano tavolo Ministero. Critici i Consumatori

I gestori hanno abbandonato il tavolo sulla ristrutturazione della rete, convocato con le Regioni al ministero per lo sviluppo economico. La decisione, unitaria delle tre sigle di categoria – Fegica-Figisc-Faib – è legata, secondo quanto riferiscono fonti di settore, all’assenza dall’incontro del Ministro Bersani o del suo consigliere per l’energia Umberto Carpi. I benzinai proclamano uno sciopero di 24 ore annunciando che il calendario della serrata sarà deciso lunedì prossimo. L’agitazione – spiegano i rappresentanti dei gestori all’uscita del ministero – è legata ai timori sulla strategia del Governo in materia di rete di distribuzione ed all’ipotesi della presentazione di un prossimo provvedimento da parte del ministro Bersani senza il confronto con la categoria.

"Ancora una volta le corporazioni alzano la testa e si oppongono ai processi di ammodernamento dei servizi per i cittadini". E’ il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che ha aggiunto: "La reazione scomposta dei benzinai va assolutamente condannata,come già a suo tempo quella degli avvocati, dei tassisti, dei farmacisti. Queste categorie stanno cercando di contrapporre i loro miopi interessi di bottega all’interesse generale di un’economia e di un sistema produttivo e distributivo improntato alle regole di mercato e della concorrenza".

Il Movimento ribadisce tutto il sostegno allo sforzo di liberalizzazione portato avanti dal ministro Bersani e condanna senza appello queste reazioni che sanno tanto di corporativismo medievale.

"La decisione dei gestori della distribuzione di carburante di proclamare lo sciopero degli impianti è cosa grave", sostengono Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef e Rosario Trefiletti, Presidente della Federconsumatori. "E’ ora di finirla. Nel nostro Paese non appena si tenta di razionalizzare un settore che comporta ricche prebende a chi detiene la proprietà, scattano immediatamente reazioni scomposte ed incontrollate".
Parliamo – si legge dalla nota delle associazioni – di un settore caratterizzato da una bassa produttività nella sua comparazione europea e da ricchi guadagni, anche in relazione a quello che è definita la doppia velocità del prezzo della benzina e dei carburanti in generale. Infatti, l’erogato medio nei distributori di carburante in Italia è circa la metà (pari a 1.634 metri cubi annui complessivi, benzina più gasolio) di quanto vi è in Francia, in Germania e in Inghilterra ed addirittura inferiore rispetto a Portogallo, Olanda e Repubblica Ceca. Ciò comporta, ovviamente, una ricaduta negativa sui costi di distribuzione e sui relativi prezzi dei carburanti erogati, che si traducono in aggravi per i cittadini di 8 centesimi a litro di carburante, pari a 96 euro all’anno. Inoltre, la doppia velocità, e lo si può verificare attraverso l’attenta analisi dei tempi di variazione del costo del petrolio con i tempi della variazione dei prezzi di benzina e gasolio venduti nel mercato, fa ricavare ai petrolieri ed agli stessi distributori ingenti guadagni. Bene allora ha fatto il Ministro Bersani ad iniziare la pratica di intervento nel settore".

Le associazioni ribadiscono l’obiettivo "di andare verso l’accelerazione dell’apertura della vendita dei carburanti nei grandi centri commerciali, così come avviene in Francia ed in Germania per risparmiare anche attraverso questa operazione dagli 8 ai 10 centesimi di euro a litro ed in base a ciò altri 100 euro all’anno".

 

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