LIBERALIZZAZIONI. Benzinai annunciano 14 giorni di sciopero

Sono 14 i giorni di sciopero annunciati dalle associazioni di categoria dei gestori delle pompe dei carburanti: Faib/Aisa-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc/Anisa-Confcommercio. Le prime 48 ore di sciopero saranno il 7 e l’8 febbraio. L’iniziativa arriva dopo che ieri sera il Consiglio dei Ministri ha approvato nuove norme in materia di liberalizzazioni che prevede novità per i benzinai: obbligo, per i gestori, di fornire informazioni agli automobilisti per favorire concorrenza e trasparenza sui prezzi dei carburanti su strade e autostrade e possibilità per supermercati e ipermercati di vendere benzina

Franco Bertini, presidente della Faib-Confesercenti punta il dito contro un provvedimento per il quale "ne avrebbe fatto a meno volentieri". "Questo disegno di legge – spiega mette davvero a rischio di sopravvivenza la nostra categoria in nome di miglioramenti ed agevolazioni per i consumatori che in realtà non ci saranno".

"Si continua a sbandierare la riduzione del costo della benzina che questa liberalizzazione dovrebbe comportare – sottolinea Bertini – ma non si parla invece del prezzo che pagheranno i gestori: continueranno ad acquistare la benzina dalle compagnie petrolifere secondo le solite modalità, mentre la grande distribuzione organizzata (Gdo) la comprerà nell’extrarete delle compagnie petrolifere, pagandola un prezzo consistentemente più basso. Questo permetterà alle grandi strutture distributive di praticare sconti alla clientela, mettendo fuori mercato i gestori privati più piccoli che in breve saranno costretti a chiudere. In sostanza – precisa il presidente della Faib – si arriverà presto alla desertificazione ed i consumatori per fare un pieno risparmiando pochi centesimi saranno costretti a percorrere decine di chilometri, come accade in Francia".

"Con questo provvedimento – denuncia il presidente della Faib – si autorizza di fatto la Gdo ad esercitare una concorrenza sleale nei confronti della rete distributiva tradizionale con la complicità delle compagnie petrolifere che, con una politica di vendita a doppio binario, potranno garantirsi maggiori ricavi".

"A poche ore dal varo del disegno di legge – conclude Bertini – ci siamo sentiti dire da esponenti di Governo che il problema della differenza di prezzo tra rete ed extrarete effettivamente esiste e deve essere risolto, ma che il ddl concede il tempo per rettifiche. Dunque, il criterio è questo: prima si vara e poi si pensa. Mentre noi abbiamo ritenuto più corretto e serio aspettare di conoscere i contenuti del provvedimento prima di decidere cosa fare.. Il primo risultato che questo ddl ha regalato ai consumatori, intanto, sono 14 giorni senza benzina, ma per le rettifiche c’è tempo".

 

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