LIBERALIZZAZIONI. Bilancio primi sei mesi dal varo della Legge, i commenti dei Consumatori

"Per rendere il mercato più concorrenziale a vantaggio del cittadino consumatore serviva una legge. Ora la legge c’è. E per fare in modo che i suoi benefici si dispieghino nella loro totalità e pienezza occorre monitorare l’applicazione, passo dopo passo". Sono queste le parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani che oggi a Roma ha presentato il 1° rapporto sullo stato di attuazione della legge n.248 sulle liberalizzazioni a sei mesi dal varo, avvenuto il 30 giugno 2006. Riportiamo i commenti delle associazioni dei consumatori.

MOVIMENTO CONSUMATORI

"Quello emerso è un quadro senz’altro positivo: il 2% dei consumi è in crescita e la fiducia dei consumatori aumenta, segno che le politiche attuate hanno colto le esigenze dei cittadini-consumatori". Questo è il commento del Movimento Consumatori. Il presidente dell’associazione Lorenzo Miozzi, ha ribadito inoltre la necessità che provvedimenti come la class action e la riforma delle professioni siano approvati al più presto. "Ci rendiamo conto che le lungaggini burocratiche rallentano i tempi di approvazione, come sottolineato del resto dal Ministro Bersani – ha spiegato Miozzi – ma ancora una volta abbiamo il dovere di porre l’accento sull’importanza di questi provvedimenti per aprire ulteriormente la strada ad un mercato sempre più concorrenziale a vantaggio dei consumatori".

MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO

"È un cambiamento culturale quello che sta emergendo a sei mesi dal provvedimento del ministro Bersani – afferma Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – I risultati concreti, in termini di maggiori opportunità di scelta e di minori costi, si stanno evidenziando soprattutto in alcuni settori come i farmaci da banco, i taxi e i conti correnti bancari".

"Resta però forte – continua Longo – la resistenza delle categorie professionali, anzitutto gli avvocati, e anche nei settori bancari, assicurativi e farmaceutici c’è ancora tanto da fare. Così pure nelle liberalizzazioni del mercato dell’energia, dove le possibilità di scelta del consumatore sono molto limitate e non si traducono in effettivi risparmi sulla bolletta".

"I cittadini devono fare la loro parte facendo sentire una voce forte a favore di questi cambiamenti che combattono rendite di posizione consolidate, balzelli e in qualche caso veri e propri taglieggiamenti. Così è, ad esempio, per i costi di ricarica dei cellulari; un altro esempio clamoroso sono i costi dei prelievi bancomat che arrivano in Italia fino a 2 euro mentre in altri paesi europei sono assolutamente gratuiti. Ci aspettiamo, quindi, ulteriori provvedimenti di liberalizzazione da parte del Ministro Bersani e ulteriori interventi da parte delle Autorità di regolamentazione delle tlc, energia e Antitrust".

 

FEDERCONSUMATORI

Federconsumatori esorta il governo a varare una riforma per eliminare l’ "odiosa tassa sulle ricariche dei cellulari", che "arricchisce le compagnie telefoniche e svuota le tasche dei cittadini". Lo riferisce l’Associazione dei consumatori, sottolineando che "ieri il governo, con l’annuncio di un provvedimento di legge per eliminare la tassa, si è finalmente svegliato" e precisando che "anche l’Antitrust e l’Autorità delle Comunicazioni hanno criticato, se pur con colpevole ritardo, il costo fisso che sopportiamo quando ricarichiamo il cellulare". "Il governo – conclude la nota – faccia in fretta a varare questa riforma e intervenga anche in altri settori, come quello dei carburanti consentendone la vendita anche nei centri commerciali, per determinare finalmente un ribasso del costo".

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

"In merito alla chiusura dei c/c a costo zero si arriva finalmente a fare chiarezza su una questione che negli ultimi mesi, a causa di un’interpretazione della legge non corretta e volutamente restrittiva, ha prodotto non poche controversie tra clienti e istituti bancari." E’ il commento dell’UNC che ha concluso: "Adesso è necessario che la circolare ministeriale sia diffusa davvero in tempi strettissimi per evitare ulteriori fraintendimenti che, come spesso accade, vanno a ledere un diritto acquisito dei consumatori."

ADOC

"Alla luce proposta Bersani di abolire i costi di ricarica dei telefoni cellulari, è importante – ha dichiarato – Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – che il Governo abolisca anche l’anacronistica tassa di concessione governativa in capo agli utenti privati che hanno l’abbonamento con una compagnia telefonica, istituita nel ’92 cioè quando il telefonino era un mezzo di comunicazione elitaria e poco diffusa".

"Chi ha un abbonamento – spiega Pileri – spende 5 € (12 per chi li porta in detrazione) al mese per la tassa di concessione governativa. Questa cifra, moltiplicata per i 3 milioni di utenti privati abbonati, fa 15 mln di € al mese intascati dallo Stato oltre l’Iva, 180 mln annui. "E’ una tassa che non esiste in altri paesi, che è in capo solo agli abbonati privati e che, dopo la sacrosanta presa di posizione del Ministro Bersani contro i costi di ricarica, non ha davvero più motivo di essere"

 

 

 

 

 

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