LIBERALIZZAZIONI. Confartigianato e CNA: “No a sciopero del 26 luglio, sì a tavolo di confronto”

I panificatori di Confartigianato Alimentazione e di CNA Alimentare non aderiscono alla serrata indetta per mercoledì, 26 luglio, da Confcommercio. Dopo la discussione in Senato, infatti, il testo del decreto ha subito degli aggiustamenti che non giustificano lo sciopero. In particolare – sostengono Confartigianato e CNA – sono state introdotte apposite misure per la tutela della produzione ed è stato inoltre individuato un percorso per identificare i requisiti di qualificazione professionale riguardanti la tutela della salute e dell’igiene sanitaria degli alimenti.
Tuttavia le due associazioni ritengono necessario l’avvio di un tavolo di confronto per approfondire eventuali problematiche nel caso in cui non trovassero adeguata soluzione in sede di conversione: in particolare il tema dei requisiti professionali o problemi storici quali l’abusivismo.

Per quanto riguarda, invece, l’intenzione del Governo di eliminare divieti o autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso gli esercizi commerciali, Confartigianato Alimentazione e Cna Alimentare denunciano un rischio di discriminazione a danno delle imprese di produzione e trasformazione alimentare, soprattutto quelle di natura artigiana. Al contrario di quanto previsto per gli esercizi commerciali, infatti, le imprese di produzione che vogliano consentire ai clienti di consumare sul posto i loro prodotti senza tuttavia offrire loro servizi di somministrazione, resterebbero assoggettate a "divieti" e ad "autorizzazioni preventive".

In pratica, quindi, le imprese artigiane e le piccole imprese di produzione e trasformazione alimentare (nei settori della pasticceria, gelateria, yogurteria, rosticceria, piadineria, pizzeria da asporto, gastronomia in genere e panificazione), se intendono collocare all’interno dei locali o in area adiacente (privata o pubblica con apposita autorizzazione di occupazione di suolo pubblico) alcune semplici attrezzature quali mensole, arredi, sgabelli, sedie e panchine per consentire ai clienti la sosta ed il consumo sul posto del prodotto, sarebbero costrette ancora ad acquisire le prescritte autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, con i connessi oneri amministrativi ed organizzativi.

Questi vincoli, secondo gli artigiani, sono ingiustificati poichè si tratta di una modalità organizzativa mirata a rendere più completa e funzionale l’attività produttiva rispetto alle esigenze della clientela. Ciò senza configurare alcuna forma di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, in quanto tali attrezzature permettono la semplice sosta del cliente all’interno del locale o nei pressi di esso, per la degustazione sul posto, senza la prestazione di servizi specifici di somministrazione al tavolo (coperto e stoviglieria).

Per queste ragioni, Confartigianato Alimentazione e Cna Alimentare chiedono il superamento delle disposizioni in materia di somministrazione. In particolare, sollecitano la possibilità, per le imprese di produzione che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti, di attrezzare gli ambienti in modo da consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto, non assistita, senza dover ricorrere ad autorizzazioni aggiuntive.

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