LIBERALIZZAZIONI. Confartigianato: il nostro sogno è di essere LIB-LOCAL

Il sogno è quello di essere "LIB-LOCAL", ovvero "liberi di fare impresa sul territorio local". Da qui l’invito: avanti con le liberalizzazioni perché c’è ancora tanto da fare su energia, servizi pubblici locali, servizi bancari e assicurativi. È quanto ha dichiarato oggi il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini nel corso del convegno "LIB LOCAL. Liberalizzazioni, Istituzioni, Semplificazioni", che si è svolto a Roma alla presenza dei ministri Pierluigi Bersani (Sviluppo Economico), Linda Lanzillotta (Affari Regionali e Autonomie Locali) e Luigi Nicolais (Riforme e Innovazioni nella Pubblica Amministrazione).

"Vorremmo che chi ha la responsabilità del Governo del Paese condividesse con noi questa sfida: costruire l’ambiente necessario per irrobustire il tessuto produttivo dell’artigianato e delle piccole aziende, per migliorare la capacità competitiva": è quanto ha commentato il presidente Confartigianato Giorgio Guerrini nella sua relazione introduttiva, in cui ha ricordato le difficoltà legate alla "burocrazia asfissiante", l’eccesso di regolamentazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione e gli oneri per le piccole imprese. "Abbiamo salutato con favore la stagione delle liberalizzazioni avviate dal ministro Bersani. Pensiamo rappresentino una scossa salutare per un Paese imbrigliato in mille vincoli e dominato da settori protetti che generano una ‘tassa da scarsa concorrenza’ di 7,8 miliardi di euro l’anno a carico di imprese e famiglie – ha detto Guerrini – Fate in modo, cari ministri, che le riforme che avete avviato non si fermino all’effetto annuncio, non si limitino a interventi-spot sugli anelli più deboli del tessuto economico, su categorie di imprenditori che ben poco incidono sulle condizioni di maggiore concorrenza e che, invece, andrebbero accompagnati verso forme di riqualificazione o verso l’uscita dal mercato. Attendiamo l’avvio della fase due. Avanti dunque con le liberalizzazioni. Non lasciatele languire in Parlamento, ricercando ogni convergenza possibile con coloro che vogliono effettivamente riformare questo Paese. C’è ancora tanto da fare, ad esempio sul fronte dell’energia, dei servizi pubblici locali, dei servizi bancari e assicurativi". E sul Disegno di legge firmato dal ministro Lanzillotta sul riordino dei servizi pubblici locali, afferma il presidente Confartigianato: "Siamo stati gli unici a esprimere preoccupazione per gli intereventi correttivi del Governo su tre principi fondamentali contenuti nella versione originaria del Disegno di legge che avrebbero garantito maggiore concorrenza nella gestione dei servizi pubblici locali e quindi maggiore efficienza e minori costi per i cittadini: la regola generale del ricorso alla gara per l’affidamento dei servizi, il controllo sulle scelte degli Enti locali da parte di Autorità indipendenti, il controllo sulla qualità dei servizi da parte dei consumatori-utenti".

Testimonial del convegno il giornalista Luigi Furini che nel suo libro "Volevo solo vendere la pizza" ha raccontato le disavventure burocratiche cui va incontro chi cerca di aprire una piccola impresa. Nel corso dell’incontro Renato Mannheimer ha presentato i dati dell’Osservatorio Confartigianato 2007, una ricerca sulla aspettative degli associati nei confronti dell’economia italiana. Quali i principali risultati? La valutazione della situazione economica generale, oggi, in Italia, è decisamente critica: il 65% degli intervistati la ritiene infatti "problematica". I problemi percepiti con maggiore gravità dagli associati sono la pressione fiscale, il Governo, il costo della vita, la disoccupazione e la burocrazia. Diverse invece le risposte quando si chiede di valutare, rispettivamente, la situazione economica futura dell’economia in generale (quasi la metà si aspetta una situazione stagnante), del proprio settore specifico (percepita come invariata) e della propria azienda (percepita come positiva): "gli associati – riepiloga lo studio – si dichiarano molto più pessimisti in relazione al prossimo futuro dell’Italia o del proprio settore specifico, che non nei riguardi della propria singola azienda".

Il ministro Bersani ha rivendicato che le liberalizzazioni servono per "cercare di cambiare la mentalità". E ha commentato: "Credo che nel futuro sia sempre più importante il civismo e la fiducia. Paesi che avranno più civismo e più fiducia avranno una materia prima formidabile. A mondo più complesso corrisponde l’esigenza di maggior fiducia e credibilità". "Stiamo facendo un’azione di liberalizzazione e di liberazione di questo Paese dalla pervasività della politica e dalla proliferazione delle istituzioni politiche": questo il commento di Linda Lanzillotta che ha ricordato come bisogna "tornare all’idea originaria di federalismo" e "migliorare il titolo V vedendo l’autonomia come strumento al servizio dei cittadini".

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