LIBERALIZZAZIONI. Confesercenti si appella al Parlamento per respingere provvedimento

"E’ poco credibile un governo che si fa paladino dei consumatori e poi intasca il 63% (Iva + Accisa) del prezzo di vendita dei carburanti". Così il presidente di Confesercenti Marco Venturi sul provvedimento legislativo sulle liberalizzazione in attesa del varo oggi dal Consiglio dei Ministri. "Se poi teniamo conto che il secondo soggetto chiamato in causa sono le Compagnie Petrolifere – così come ha dichiarato nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio dei Ministri – ha tutte le condizioni per "cadere in piedi", dall’alto del loro 34% di margine, ci accorgiamo che i sacrificati di turno diventano i gestori che mettono in tasca un misero 3% del prezzo del prodotto e rischiano di veder spazzata via la propria attività. Insieme alla loro potrebbe venir meno anche quella di 85mila occupati che si impegnano in prima persona per garantire la qualità del servizio in condizioni tutt’altro che comode e, spesso, facendo i conti con la criminalità".

"Analoghi rischi – continua il presidente – li corrono i giornalai con l’abolizione delle distanze minime tra esercizi, con scarsa possibilità di incidere sul prezzo dei prodotti editoriali venduti, visto che determinano meno di un quinto di quello impresso a fianco delle testate giornalistiche". "Dal momento dell’approvazione del disegno di legge sulle liberalizzazioni – conclude Venturi – partirà una dura protesta e la mobilitazione delle categorie interessate che avranno da Confesercenti il pieno sostegno per far sì che il Parlamento possa modificare questi provvedimenti legislativi".

 

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