LIBERALIZZAZIONI. Consumatori sostengono decreto in audizione al Senato: le proposte avanzate

"Il decreto Bersani, che favorirà la liberalizzazione nel settore del commercio, delle banche, delle farmacie e delle professioni, riconosce anni di battaglie delle associazioni dei consumatori e rappresenta un’opportunità di maggior concorrenza e tariffe più basse per i cittadini italiani". Ad affermarlo sono state le associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu), che sono state ascoltate ieri sera dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

E sono state proprio le reazioni e le spinte corporative che in questi giorni stanno esercitando forti pressioni sul Governo perché il provvedimento legislativo sia modificato in senso restrittivo, a imporre a tutte le associazioni del Cncu una presa di posizione forte e unitaria. L’obiettivo dei consumatori riuniti è quello di rendere possibile ai cittadini l’esercizio della democrazia attraverso una manifestazione di sostegno e condivisione delle norme del decreto Bersani.

Le associazioni, inoltre, hanno elaborato delle proposte unitarie in materia di class action, farmaci, saldi, banche e lotta all’evasione. Le riportiamo interamente qui di seguito:

"CLASS ACTION. La centralità della norma che consente ad ogni cittadino di usufruire, senza affrontare alcuna causa, della sentenza positiva ottenuta da un altro cittadino nelle stesse condizioni, è fondamentale per una tutela reale dei consumatori. Affinché questa legge sia davvero efficace però, ci sarà bisogno di un testo più incisivo di quello proposto nella passata legislatura e non approvato, così da far in modo che in ogni settore la controparte del consumatore sia realmente incentivata all’adozione di un comportamento corretto e trasparente.

FARMACI. Tre i provvedimenti richiesti dalle Associazioni dei consumatori in aggiunta a quelli previsti nel decreto. 1) Il confezionamento dei farmaci dovrà tenere conto dei cicli di cura e dovrà consentire (soprattutto per i farmaci in boccetta e per quelli spray) il totale utilizzo del prodotto. Per quantitativi eccessivi rispetto al ciclo di cura e l’impossibilità nell’utilizzo del farmaco per intero entro la data di scadenza, ogni famiglia perde circa il 20% della spesa farmaceutica. 2) Prevedere l’obbligo per medici di famiglia e farmacisti di fare informazione sui farmaci generici. Obbligo, in una successiva fase, per gli stessi medici di prescrivere al paziente solo il principio attivo di cui ha bisogno, così da favorire una rivoluzione culturale in campo farmaceutico tale da contrastare con la giusta efficacia le aggressive politiche (anche pubblicitarie) delle case farmaceutiche. 3) Dare ai farmacisti facoltà di scegliere da chi acquistare i farmaci, togliendo quindi l’obbligo di rifornirsi dai grossisti che spesso applicano prezzi più alti di altri soggetti.

SALDI. Liberalizzare, oltre alle vendite promozionali come da decreto, anche i saldi. La norma permetterebbe al cittadino di acquistare quando ha effettiva disponibilità di denaro (e non solo in determinati periodi dell’anno in cui vengono proposti sconti discutibili) e al commerciante di effettuare sconti reali quando ne ha concreta possibilità.

BANCHE. Prevedere l’obbligo per le banche di rispettare per una durata minima di 12 mesi, le condizioni contrattuali sottoscritte con il cliente.

LOTTA ALL’EVASIONE. Mettere il cittadino nella condizione di poter fungere da strumento attivo nella lotta all’evasione, è lo spirito che anima le proposte delle Associazioni dei consumatori".

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