LIBERALIZZAZIONI. Energia e Acquirente Unico: il parere dell’Antitrust

Liberalizzazione del mercato dell’energia: l’Antitrust "auspica che, nella conversione in legge del decreto, venga previsto esplicitamente che, dopo una prima fase di avvio della liberalizzazione, venga rimosso l’obbligo di approvvigionamento per il mercato tutelato attraverso l’Acquirente unico. Il mantenimento di tale soggetto, a parere dell’Autorità, rappresenta un costo di intermediazione non proporzionato ai benefici attesi". Riguardo il mantenimento di una regolazione dei prezzi nell’ambito del servizio di maggior tutela, "l’Autorità sostiene che la definizione dei prezzi andrebbe prevista solo per la fascia sociale mentre, in generale, si dovrebbe limitare la tutela dei clienti agli aspetti della qualità del servizio e la garanzia della fornitura". È quanto emerge dal Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato pubblicato oggi online.

"Nell’accogliere con favore i passi effettuati per liberalizzare il mercato, l’Autorità intende evidenziare alcuni elementi di criticità in relazione alla effettiva configurazione degli assetti di mercato previsti per l’erogazione del servizio di maggior tutela, aspetti che rischiano di limitare lo sviluppo della completa apertura del settore dell’energia elettrica senza sicuri vantaggi per gli utenti": è quanto scrive l’Antitrust che affronta l’obbligo di approvvigionamento attraverso l’Acquirente Unico e la regolazione dei prezzi nell’ambito del servizio di maggior tutela. "Il decreto legge in esame prevede che nell’ambito del servizio di maggior tutela, destinato alla clientela ex vincolata che non esercita il diritto di recesso dal contratto con il precedente fornitore di energia, l’approvvigionamento dell’energia sia, come in precedenza, garantito dall’Acquirente Unico", scrive l’Autorità: "Il cliente finale che non cambia fornitore, quindi, riceverà l’energia dal precedente distributore (o dalla società di vendita che lo stesso costituirà), il quale a sua volta risulterà obbligato ad acquistarla dall’AU". E afferma che "la figura di un intermediario obbligato comporta una distorsione dei meccanismi di mercato in quanto, limitando la libertà di approvvigionamento dei distributori/venditori, ostacola il perseguimento dell’efficienza individuale, peraltro rendendo uniformi le condizioni di acquisto per tutti i fornitori di energia ai clienti finali. Inoltre, una domanda di energia non intermediata dall’Acquirente Unico potrebbe risultare maggiormente reattiva alle condizioni dell’offerta e concorrere in tal modo alla formazione di corretti segnali di prezzo sul mercato all’ingrosso". Secondo l’Antitrust dunque "l’obbligo di approvvigionamento attraverso l’AU non appare strettamente necessario al fine di tutelare i clienti finali di minori dimensioni, e quindi di garantire loro che il passaggio al mercato libero non si traduca in un aumento non ragionevole dei prezzi o in un deterioramento della qualità del servizio". Di conseguenza, conclude, il mantenimento dell’Acquirente Unico "appare tradursi in un costo di intermediazione non proporzionato rispetto ai benefici attesi. Pertanto, l’Autorità auspica che nella conversione in legge del decreto venga previsto esplicitamente che, dopo una prima e determinata fase iniziale di avvio della liberalizzazione, l’obbligo di approvvigionamento per il mercato tutelato attraverso l’Acquirente Unico venga rimosso". Nell’ambito della regolazione dei prezzi nel servizio di maggior tutela, "la prospettiva cui tendere dovrebbe essere quella di limitare la tutela dei clienti agli aspetti inerenti la qualità del servizio e la garanzia della fornitura, anche attraverso l’individuazione di un fornitore di ultima istanza, come peraltro già previsto dal decreto per i clienti di maggiori dimensioni (il servizio di salvaguardia). La definizione dei prezzi andrebbe invece mantenuta unicamente per la fascia sociale, ossia per i clienti in particolari condizioni di salute o di svantaggio economico, lasciando al mercato il compito di garantire la "ragionevolezza" dei prezzi finali".

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