LIBERALIZZAZIONI. Faissola (Abi): bene ma vanno ritoccate in fase attuazione

Il disegno di legge sulle liberalizzazioni giunto ora in Senato, rappresenta un passo importante sulla strada delle riforme e delle liberalizzazioni indispensabili per una economia impegnata nel rafforzare la ripresa. Così il presidente dell’Abi, Corrado Fissola in Commissione Industria del Senato elogia il provvedimento sottolineando innanzitutto il merito di aver puntato con decisione sulla concorrenza da un lato, sull’ammodernamento delle regole di mercato dall’altro

Tuttavia Fissola ritiene che il disegno di legge vada ulteriormente ritoccato e migliorato nella fase di concreta attuazione. Diversi gli articoli che prende in considerazione nella sua relazione. Tra questi l’obbligo di comunicazione sui depositi giacenti che Fissola ritiene "ingiustificato ed incongruo", ritenendo al contrario coerenti gli adempimenti di comunicazione previsti a carico degli intermediari in prossimità della devoluzione dei beni (denaro, titoli e strumenti finanziari) relativi ai rapporti contrattuali in questione al Fondo in materia di depositi dormienti, come previsto dall’emanando Regolamento del MinEconomia di prossima applicazione.

Il Presidente dell’Associazione Bancaria si è soffermato anche sulle disposizioni in materia di mutui e operazioni di finanziamento. L’attuale formulazione dell’articolo è condivisibile – si legge nella relazione – e risponde alla obiettiva
esigenza di:
a) evitare incertezze interpretative;
b) mantenere fermo il regime tributario applicato ai mutui e alle operazioni di finanziamento sulla base degli orientamenti interpretativi forniti dall’Amministrazione finanziaria con la circolare n. 6 del 5 dicembre 2006;
c) evitare che il soggetto finanziato possa rimanere inciso dal diverso onere economico che può derivare dal sancito regime fiscale rispetto al regime applicato sulla base dei precedenti indirizzi interpretativi forniti dall’Amministrazione finanziaria.

Quanto alla delega al Governo in materia di modernizzazione degli strumenti di pagamento, Fissola esprime anche in questo caso un giudizio positivo sull’articolo di delega al Governo secondo i seguenti criteri e principi guida:
a) progressiva "smaterializzazione" dei pagamenti nei confronti della pubblica amministrazione da attuare con la previsione dell’obbligo, per queste ultime, di attrezzarsi per consentire pagamenti con modalità elettroniche nonché attraverso servizi telematici e telefonici;
b) introduzione graduale, invogliata da opportuni incentivi anche di natura fiscale, del sistema di pagamento elettronico nei confronti dei soggetti incaricati di servizi pubblici, delle banche, delle assicurazioni e di altri soggetti appartenenti a specifiche categorie economiche;
c) previsione di un limite massimo, superato il quale gli emolumenti per prestazioni lavorative (stipendi, pensioni) e i compensi, comunque corrisposti, in via continuativa non possono essere corrisposti in contanti;
d) previsione di misure agevolative per ridurre i costi di gestione dei pagamenti effettuati con sistemi elettronici anche mediante la previsione di incentivi fiscali, nonché la revisione, per i conti caratterizzati da un ridotto rilievo finanziario e da un limitato impatto amministrativo, della disciplina concernente l’imposta di bollo gravante sui servizi bancari;
e) superamento dell’obbligo di trasmissione dell’elenco clienti-fornitori conseguente all’utilizzo di sistemi di fatturazione elettronica che facilita il suddetto adempimento da parte dei titolari di partita IVA.

 

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