LIBERALIZZAZIONI. Farmaci, MNLF scrive a Prodi: “Abolire vincoli vendita OTC e SOP”

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti con una lettera inviata al Presidente del Consiglio, on. Romano Prodi e per conoscenza ai Presidenti di Camera e Senato, ai ministri Bersani e Turco, lancia un appello per l’abolizione dei vincoli di vendita dei soli farmaci OTC e SOP negli esercizi commerciali in presenza di farmacista abilitato.

Di seguito riportiamo il testo integrale della missiva

Signor Presidente,
La Richiesta in oggetto s’inserisce a pieno titolo nel solco delle liberalizzazioni avviate dalla legge 4 agosto 2006 n. 248, in particolare per quanto disposto all’Art. 5 ove permette ad esercizi diversi dalle farmacie di vendere farmaci d’automedicazione.
Provvedimento questo che ha aperto uno spiraglio di libertà e competitività nel sistema di vendita al dettaglio dei medicinali.
Tuttavia, malgrado questo provvedimento permangono nella legislazione vigente norme residuali a leggi addirittura risalenti al 1934.
E’ necessario continuare a percorrere la strada magistralmente avviata alimentando il processo di riforma avviato.
Alcune di queste norme sono in palese contrasto con i principi sia del diritto interno sia di quello comunitario.
Infatti, rimane inalterato il divieto di vendita dei farmaci in esercizi diversi dalle farmacie, anche se sotto il controllo del farmacista, poiché resta vigente l’art. 122, comma 1, del Testo Unico delle Leggi Sanitarie (T.U.L.S.), approvato con Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, il quale impone che la vendita dei farmaci sia effettuata "in farmacia".
Tale divieto poteva trovare una qualche logica nel 1934, certamente appare anacronistico nel 2007, ben 73 anni dopo.
Agganciare la distribuzione dei medicinali al luogo fisico ove questo avviene e non al professionista titolare dell’atto dispensatore appare non irrazionale ma ingiustificato.
Se tale norma fosse applicata alla professione medica il professionista non sarebbe tale perché laureato ed abilitato quale medico chirurgo, ma molto più banalmente perché proprietario o affittuario di uno studio medico, ovvero il luogo ove egli svolge la professione.
Se questo non è vero per i medici che sono abilitati a prescrivere i farmaci, risulta difficile comprendere perché debba esser valido per chi esercita la professione di farmacista.
Lo Stato italiano ha il diritto di scegliere quali e quanti soggetti a suo nome sia incaricato di organizzare e realizzare la distribuzione del farmaco ai cittadini, quello dispensato in regime di convenzione con il S.S.N., lo Stato non può perché contrario ai principi di libertà e democrazia economica, impedire ad un laureato ed abilitato alla professione di farmacista di aprire un proprio esercizio e dispensare tutti quei farmaci che non sono esitati dal S.S.N., anche quelli che prevedono l’obbligo di ricetta medica.
Non possiamo, perché antieconomico, utilizzare ingenti somme per preparare migliaia di professionisti allo studio universitario per poi limitare l’utilizzo delle loro capacità tecniche e professionali alla sola dispensazione dei farmaci d’automedicazione.
La società civile e ragioni di buon senso vogliono che qualsiasi privilegio o barriera finalizzata a tutelare interessi particolari sia cancellata dal panorama legislativo italiano: quest’emendamento coglie questa esigenza e pone le basi per un settore, quello farmaceutico, senza più monopoli ma con un maggiore grado d’equità e pari opportunità.La Pianta organica e le limitazioni alla titolarità esercitano una limitazione dell’offerta, che si ripercuote su tutti i comportamenti degli operatori .La normativa impedisce tra l’altro di valorizzare nel settore tutte le risorse capitali ed umane potenziali .Nel complesso, sono evidenti violazioni dei principi costituzionali della libera iniziativa economica(art.41), della valorizzazione del capitale umano attraverso il lavoro(1,4,35) e del perseguimento della salute pubblica (32) ; nonché violazioni degli articoli 43 e 56 del Trattato CE, che garantiscono rispettivamente la libertà di stabilimento di lavoratori e professionisti e la libera circolazione dei capitali all’interno dell’Unione

RingraziandoLa per l’attenzione
Distinti ossequi

 

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