LIBERALIZZAZIONI. Farmaci fascia C, associazioni consumatori e MNLF scrivono al Governo

Sostenere l’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terzo pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni) per la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta anche in esercizi diversi dalla farmacie. Questo l’appello, più volte già avanzato, contenuto in una lettera aperta delle associazioni dei Consumatori e del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri dello Sviluppo economico e della Salute.

L’esperienza maturata con il primo Decreto Bersani – si legge – che ha consentito la vendita di farmaci d’automedicazione nei supermercati e negli esercizi farmaceutici (parafarmacie), dimostra che quando vengono eliminate inutili barriere alla concorrenza s’innescano virtuosi meccanismi recanti innanzitutto vantaggi ai consumatori. Lo sconto medio del 20%, a fronte di un aumento dei consumi dei farmaci d’automedicazione dello 0,4%, la dice lunga sulla maturità degli italiani e smentisce appieno gli interessati allarmismi di chi era contrario al provvedimento.

La presenza del farmacista nei luoghi ove vengono dispensati farmaci è garanzia sufficiente per tutelare la salute dei cittadini, tutela che permane elevata anche nelle parafarmacie sottoposte a numerosi controlli da parte degli organismi preposti. Secondo i consumatori e i liberi farmacisti bloccare il processo di liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con "surrogati" di concorrenza costruiti ad arte per mantenere inalterati i privilegi acquisiti, avrebbe un solo risultato: riportare il settore farmaceutico sotto il controllo di lobby e corporazioni.

"Al contrario – concludono – noi crediamo che la strada scelta di liberare l’economia da rendite di posizione sia la strada giusta, da percorrere sino in fondo e senza alcuna deviazione. Qualsiasi modifica sostanziale, o peggio la cancellazione, dell’art. 2 del d.d.l. 1644 significherà "abdicare" davanti agli interessi delle corporazioni, privando i cittadini della possibilità di scegliere in un mercato più libero e privo da condizionamenti dei poteri forti".

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