LIBERALIZZAZIONI. Farmaci fascia C, no all’emendamento su pianta organica

Approda domani in Commissione Industria del Senato l’art. 2 del d.d.l 1644 (terza lenzuolata Bersani) che permette la dispensazione dei farmaci con obbligo di ricetta in esercizi diversi dalle farmacie. Dopo la manifestazione dello scorso 18 settembre torna a farsi sentire la voce del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e della Federazione Esercizi Farmaceutici.

In particolare le due Associazioni esprimono netto dissenso avverso l’emendamento presentato da alcuni senatori che prevede l’istituzione di una sorta di pianta organica per le nuove parafarmacie e una sanatoria per quelle già aperte. Il rischio è quello del possibile crearsi di nuovi privilegi.

Il Governo italiano potrebbe far fronte alla richiesta di estendere la titolarità delle farmacie anche a soggetti giuridici non laureati prevedendo due sistemi diversi: uno riservato alle farmacie che sono in rapporto di convenzione con il S.S.N. la cui titolarità sarebbe riservata ai soli farmacisti, l’altro dedicato alle farmacie non convenzionate in cui è già previsto dal primo decreto Bersani che anche un non laureato possa esserne titolare. In entrambi i casi MNLF e FEF prevedono la presenza obbligatoria del farmacista nella dispensazione del farmaco e criticano i tentativi "suggeriti" dai titolari di farmacia di togliere l’obbligatorietà della presenza del farmacista in quegli esercizi ove si dispensano SOP e OTC.

Parere invece positivo per l’emendamento che prevede l’estensione dei controlli previsti per le farmacie anche agli esercizi di vicinato (parafarmacie).

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