LIBERALIZZAZIONI. I pareri dei Consumatori a un anno dal provvedimento

Dopo la presentazione del bilancio sulle liberalizzazioni da parte del Ministro Pierluigi Bersani, anche le associazioni dei consumatori fanno il punto della situazione. Sono trascorsi rispettivamente un anno e sei mesi dall’emanazione dei due pacchetti legislativi e se da un lato Adiconsum chiede di andare avanti nel cammino intrapreso, dall’altro Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori proseguono nella campagna informativa sull’argomento. Con il progetto "Più concorrenza più diritti", infatti, le sei associazioni hanno messo a disposizione dei consumatori un numero verde e di un sito web, per conoscere nel dettaglio i vantaggi dei nuovi provvedimenti.

Fra i quesiti più frequenti posti al numero verde ci sono quelli relativi ai costi di chiusura dei conti correnti (30%) e dei farmaci (25%); e poi taxi (15%), parcelle dei professionisti (10%) e passaggi di proprietà (10%). Nel restante 10% dei casi le chiamate hanno riguardato gli altri argomenti. Per informarsi sulle liberalizzazioni ci si può rivolgere anche alla rete, tramite il sito www.concorrenzaediritti.it.

I provvedimenti intrapresi finora trovano pieno appoggio da parte dei consumatori. Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum, chiede di proseguire su questa strada, con l’obiettivo di giungere presto all’azione collettiva. Si tratta di uno "strumento fondamentale – afferma Landi – per far applicare anche quelle norme previste nei vari pacchetti Bersani. Ciò che emerge, infatti, è che laddove non ci sono sanzioni le imprese tendono ad eludere i nuovi vincoli e i diritti previsti per i consumatori sapendo di non rischiare nulla. La class action, prevedendo un risarcimento in caso di raggiri o di comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori, se approvato dal Parlamento, rappresenta uno strumento indispensabile per far rispettare le norme e per sanzionare coloro che le disattendono e che si pongono al di fuori delle logiche di una reale e corretta concorrenza".

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