LIBERALIZZAZIONI. In Toscana il cittadino al centro del riordino dei servizi pubblici locali

"Dobbiamo aprire il mercato soprattutto per i consumatori utenti" spiega l’assessore alle riforme istituzionali della Toscana, Agostino Fragai. Davanti a lui c’è l’affollata platea che ha partecipato nel pomeriggio al convegno sul riordino dei servizi pubblici locali, organizzato nell’auditorium del consiglio regionale da Cispel, il consorzio che riunisce le aziende toscane. Di fianco il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta.
L’assessore prende come esempio le farmacie e la liberalizzazione nella vendita di alcuni medicali. "Perché le stesse farmacie comunali hanno aspettato che la liberalizzazione coinvolgesse i supermercati per applicare sconti consistenti ai farmaci da banco ? – si domanda – Probabilmente perché in passato, anche nelle aziende pubbliche, di guardava più agli utili che dall’azienda potevano venire ai bilanci dei Comuni e della collettività piuttosto che al consumatore. I cittadini devono invece diventare il faro e i protagonisti nelle scelte che faremo in futuro".

L’aziende di acqua, gas, rifiuti e trasporti fattoruvano nel 2002 un milione e 600 mila euro. Oggi ne fatturano 2,4 e contano 14 mila dipendenti. Gli investimenti sono raddoppiati dal 2000. La Regione ha due obiettivi: favorire l’aggregazione di imprese oggi troppo piccole per renderle capaci di sostenere la competizione nazionale ed internazionale e facilitare economie di scala per mantenere tariffe appropriate. A questo servirà il progetto di superholding portato avanti da alcuni amministrazioni comunali, a cui la stessa giunta regionale crede. Con un trattamento particolare per l’acqua.

"I servizi pubblici locali – sottolinea il vice presidente della giunta Federico Gelli, anche lui al convegno – è la scommessa che ci consentirà di rendere la nostra regione competitiva e di mettere in moto quel dinanismo che servirà a liberare un’economia troppo ingessata".
"Il governo – spiega l’assessore Fragai – si è mosso con tempestività e nella giusta direzione. La Toscana condivide le due direttrici: una legislazione specifica per le risorse idrica, spazio alle liberalizzazioni negli altri casi. Al governo chiediamo semmai di fare presto, poiché la nostra legge si dovrà muovere tra i paletti indicati dalla legislazione nazionale. E fin quando quella legge non ci sarà, anche la nostra dovrà attendere". "Un’attenzione tutta particolare vorremmo riservare alla partecipazione dei cittadini, creando nuove opportunità per i consumatori – prosegue – Con un osservatorio regionale, con consigli consultivi, con la possibilità di acquisiti collettivi, tra utenti, per spuntare un miglior prezzo sul mercato. Quello che è successo cento anni fa con le cooperative di consumo potrebbe essere replicato per energia, telefoni e gas".
Dai servizi pubblici locali dipende la competitività stessa di un territorio. Se l’azienda distribuisce acqua a sufficienza, di buona qualità e a costi contenuti tutta l’economia ne trarrà giovamento. Lo stesso vale per l’energia e i rifiuti.

"Se poi – conclude Fragai – ci sono imprese che non vogliono stare nella holding ma preferiscono gestire in proprio i servizi e scelgono l’in-house, liberissime. Se uno sceglie di cucinare per casa, non può però aprire un ristorante. Saranno dunque le altre imprese a misurarsi sui mercati e gareggiare per la gestione di servizi in altri territori".

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